Modena

Fermato il presunto accoltellatore di don Rodrigo Grajales Gavir

Si tratta di un italiano di 29 anni in cura già da diversi anni in un Centro di salute mentale del Circondario

Fermato il presunto accoltellatore di don Rodrigo Grajales Gavir

MODENA – Nella serata di giovedi  1 gennaio 2026, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Modena hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto emesso nella stessa data da questa Procura della Repubblica nei confronti di un uomo, di 29 anni, di nazionalità italiana, gravemente indiziato del delitto di tentato omicidio nei confronti del sacerdote Rodrigo Grajales Gavir, cappellano nella parrocchia San Giovanni Evangelista di Modena.

Fermato il presunto accoltellatore di don Rodrigo  Gavir

La mattina del 30 dicembre 2025, a Modena in via Castelmaraldo angolo via Ganaceto, subito dopo le ore 10.00, Don Rodrigo è stato  accoltellato con un fendente vibrato sulla parte sinistra del collo da un   uomo che, subito dopo, si allontanava repentinamente, facendo perdere le proprie tracce.

Intervento chirurgico

Due dipendenti della trattoria “Ermes” hanno soccorso  prontamente il religioso ed hanno chiamato  immediatamente il 118 che è intervenuto  rapidamente trasportando il ferito presso l’ospedale Baggiovara ove lo stesso è giunto  in codice rosso, ed immediatamente sottoposto ad intervento chirurgico che ha consentito  di salvargli la vita.

Lo ha riconosciuto

La stessa sera del 30 dicembre, al termine dell’operazione chirurgica, brillantemente eseguita dai sanitari del reparto di chirurgia vascolare dell’ospedale di Baggiovara, il pubblico ministero ha assunto  personalmente le sommarie informazioni in ospedale dalla persona offesa che ha riconosciuto  nelle immagini, poco prima acquisite, il volto e le fattezze dell’accoltellatore, raccontando di non averlo mai conosciuto e di non avergli mai parlato in occasione del pedinamento.

Immediate indagini

Il religioso ha precisato inoltre che il tutto era avvenuto in modo assolutamente repentino e imprevedibile, come del resto confermato dalle immagini della videosorveglianza. Le immediate indagini attivate dai Carabinieri del Nucleo Investigativo e della locale Compagnia hanno permesso   di acquisire le immagini della telecamera cittadina installata in via della Pomposa che documentavano gli attimi immediatamente antecedenti l’accoltellamento e quelli successivi. Dette immagini ritraevano, con una buona definizione, l’indagato nei momenti  in cui aveva seguito il religioso e quelli in cui, subito dopo l’accoltellamento, si era dato alla fuga.

Pedinato per oltre venti minuti

Attraverso la meticolosa acquisizione di tutte le altre immagini delle telecamere di videosorveglianza,è risultato  che il fermato aveva pedinato la persona offesa per almeno venti minuti, senza tuttavia mai parlare con lo stesso. Le ulteriori attività investigative hanno dimostrato  che detto pedinamento aveva avuto origine dall’accertata presenza di entrambi a bordo del bus n. 6 dell’azienda di trasporto SETA, come confermato dalle immagini delle telecamere installate a bordo dell’autobus.

Corrispondenti

Attraverso l’analisi dei fotogrammi è stata  individuata la fermata del bus ove era salito a bordo l’indagato. Sulla scorta di ciò i Carabinieri hanno acquisito infortmazioni sugli esercizi commerciali frequentati dallo stesso e la sua probabile dimora. Le attività di appostamento, ininterrottamente eseguite dai Carabinieri durante la notte tra il 31 dicembre e la mattina dell’ 1 gennaio, hanno consentito di individuare con sicurezza l’indagato, le cui fattezze erano perfettamente corrispondenti alle immagini che lo ritraevano, poco prima e subito dopo, il tentato omicidio.

Sequestrato il coltello a serramanico

In occasione e della perquisizione locale e personale disposta ed eseguita personalmente dal pubblico ministero, coadiuvato dai Carabinieri, è stato sequestrato, sulla scorta peraltro delle indicazioni fornite dallo stesso indagato, il coltello a serramanico da quesť’ultimo utilizzato per compiere il tentato omicidio. Detto coltello era stato da lui nascosto in un muretto di un immobile disabitato. In occasione della perquisizione sono stati  rinvenuti e sequestrati tutti gli indumenti e le calzature indossati dall’indagato al momento del delitto.

Da alcuni in cura in un centro di cura mentale

Al termine della perquisizione, la Procura ha proceduto  all’interrogatorio urgente dell’indagato in stato di fermo. Attraverso gli ulteriori approfondimenti è emerso  che il fermato risulta da alcuni anni in cura presso un centro di salute mentale del circondario. Nella giornata di venerdi 2 gennaio 2026  questa Procura provvederà a richiedere al Giudice per le Indagini Preliminari presso il locale Tribunale la convalida del fermo e la misura cautelare personale ritenuta idonea nei confronti dell’indagato, ritenendo sussistente il concreto ed attuale pericolo che lo stesso, se lasciato libero, possa commettere altri gravi delitti con l’uso di armi o di altri mezzi di violenza personale. Il sacerdote accoltellato al collo è attualmente fuori pericolo

. Si rammenta che la persona sottoposta ad indagini deve considerarsi presunta innocente fino a sentenza irrevocabile di condanna.