L'iniziativa

Sono circa 84 mila i caregiver familiari che operano in provincia di Modena

Quasi la metà assistono per circa 10 ore a settimana

Sono circa 84 mila i caregiver familiari che operano in provincia di Modena

A Modena e provincia i caregiver familiari sono circa 84 mila. Di questi, 35-40 mila assistono fino a 10 ore a settimana e, attenzione, quelli con un carico di cura pesante e continuativo (oltre 20 ore di assistenza a settimana) sono nell’ordine di 21 mila. Numeri enormi che richiedono strumenti nuovi e progetti permanenti, non un bonus di pochi euro”.

Sono  84 mila i caregiver familiari in provincia di Modena

MODENA – Andrea Sirianni, segretario della Cisl Emilia Centrale, commenta così il disegno di legge sui caregiver approvato lo scorso gennaio dal Consiglio dei Ministri, una riforma che ha un punto di forza:

Lo Stato riconosce giuridicamente la figura del familiare che si prende cura, a casa, di un proprio caro. Un cambio culturale, frutto anche del pressing Cisl al Tavolo consultivo, che però richiede pragmatismo per trasformarsi in aiuto vero. Sostenere i caregiver con un contributo mensile stabile è un investimento che conviene allo Stato e alla Regione perché evita spese maggiori in ospedali e case protette, dove i posti accreditati sono praticamente finiti”.

Nel modenese una persona su cinque è anziana

I numeri non lasciano alibi: nel Modenese gli anziani over 65 sono 169.492 persone (il 23,9% della popolazione). Significa che più di una persona su cinque è anziana e la quota crescerà ancora.

“Il bisogno di garantire cura e assistenza è già oggi la bomba sociale dei prossimi 10-15 anni, in una Comunità dove l’età media ha già superato i 46 anni”, sottolinea Sirianni.

Bonus per pochi

Al momento, l’impegno economico per i caregiver non basta. Il disegno di legge vara un bonus fino a 400 euro mensili, con regole di ingaggio che escluderanno moltissimi caregiver modenesi.

Servizi di sollievo

La sfida della riforma chiama Modena a mettere a terra due pilastri: una rete diffusa di servizi di sollievo per i caregiver, compreso il supporto psicologico ed emotivo, e la formazione. Nelle Case della Comunità si può costruire un modello che consideri il caregiver partner degli operatori sanitari, con percorsi pratici (su movimentazione, gestione di presidi e terapie) e punti di riferimento chiari nei distretti, per sapere a chi rivolgersi e come attivare i servizi. Questo migliorerebbe la continuità assistenziale, intercettando prima le criticità e riducendo i ricoveri evitabili.