L'evento

Al Passioni di Modena in scena in prima assoluta “Crave”

Lo spettacolo in prima assoluta è in italiano e inglese con sovratitoli in italiano

Al Passioni di Modena in scena in prima assoluta “Crave”

L’attrice e regista italoamericana Leda Kreider, Premio Mariangela Melato per giovani attori nell’ambito del Premio Hystrio 2025, incontra la scrittura intensa della drammaturga britannica Sarah Kane. Autrice tra le più influenti della scena europea contemporanea e scomparsa suicida a soli 28 anni, ha lasciato opere capaci di dare voce alle zone più fragili e contraddittorie dell’esperienza umana, aprendo nuovi linguaggi e forme per il teatro del presente.

Al Passioni di Modena in scena in Prima assoluta “Crave”

MODENA – Dal 10 al 15 febbraio 2026 (martedì, mercoledì e venerdì ore 20.30; giovedì e sabato ore 19.00; domenica ore 18.00) al Teatro delle Passioni di Modena va in scena in prima assoluta Crave: un intreccio di quattro voci dal ritmo musicale sincopato, quasi jazz. Una produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale e TrentoSpettacoli.

Musicalità del linguaggio

In un’intervista Sarah Kane afferma a proposito di Crave:

«personalmente non riscrivo molto durante le prove, però riscrivo sempre qualcosa. Certe volte è necessario sentire le battute per capire se vanno bene oppure no. In modo particolare con Crave riuscivo a sentire quando potevo migliorare la musicalità del linguaggio. Normalmente quando scrivo so quello che una battuta vuole dire. Con Crave, invece, seguivo il ritmo senza sapere cosa avrei detto. Un paio di volte, ho usato un codice musicale, indicando solo il ritmo senza le parole».

Bramosia

Crave è stato tradotto con Febbre ma significa desiderio, bramosia, fame in un certo senso. Quando si traspone un testo in un’altra lingua cosa si perde? Cosa si trasforma? Cosa emerge con più chiarezza nel passaggio da una lingua all’altra?

Dare importanza alla parola

«Oggi è necessario tornare a dare importanza alla Parola» commenta Leda Kreider: il linguaggio è centrale in questo testo. Sarah Kane riprende l’uso delle lingue straniere e il meccanismo dell’intertestualità da La terra desolata di T. S. Eliot: rielabora un nuovo linguaggio amalgamando frammenti letterari e citazioni religiose.

In inglese

Sola in scena, Leda Kreider interpreta A (Adult/Abuser/Author), B (Boy), C (Child) e M (Mother), quattro voci considerate come la suddivisione di un’unica personalità: la lingua di C resta in inglese così da far dialogare l’italiano con la lingua madre del testo. Le quattro voci abitano lo spazio scenico, un ambiente semplice sul tono del bianco che restituisce l’idea di un flusso emotivo in costante movimento. Oltre alla scenografia – ideata da Paolo di Benedetto – e alla centralità della parola, anche la partitura sonora ha un ruolo essenziale: curata dal sound designer Gianluca Agostini e dalla violinista Virginia Sutera, diventa una sorta di quinta voce che interviene, sostiene e sorprende l’attrice.

Rapporto incrociato

Le battute dei personaggi “giovani” sembrano essere quelle dei personaggi “adulti”, ma in una fase precedente. Ciò che viene detto di A e ciò che effettivamente dice A è l’evoluzione di ciò che viene detto di B e di ciò che dice B, stesso principio nel rapporto tra C e M. I componenti delle due coppie — A e C, M e B — si trovano, quindi, in due “epoche” diverse, ma, al tempo stesso, nel mezzo di un rapporto incrociato che ci infila in un loop temporale, un cerchio, dal quale è impossibile uscire, basato su brama (“crave”) e violenza. M si rapporta con B che diventerà A che si sta rapportando con C che diventerà M, e quindi B si rapporta con M che è stata C che si rapporta con A che è stato B, e così andando avanti all’infinito. E noi, dal testo, potremmo intuire che A ed M sono le versioni “corrotte” delle due figure giovani. Quindi da chi sono stati creati i mostri?

D’altronde anche Sarah Kane lo chiede: è nato prima l’uovo o la gallina?».