Modena

A Baggiovara un nuovo elettromiografo grazie alla generosità della famiglia del dottor Mauro Lugli

Servirà a costruire percorsi riabilitativi personalizzati per pazienti con patologie neurologiche o con disturbi funzionali dell’arto superiore, quali spasticità, retrazioni o distonie

A Baggiovara un nuovo elettromiografo grazie alla generosità della famiglia del dottor Mauro Lugli

Un nuovo Elettromiografo di ultima generazione è stato donato dalla famiglia del dottor Mauro Lugli, già Presidente del Tribunale di Modena dal 2002 al 2010 e scomparso nel 2024, alla Medicina Riabilitativa dell’Ospedale Civile di Baggiovara.

A Baggiovara un nuovo elettromiografo

MODENA – Verrà utilizzato dall’Ambulatorio Spasticità e Laboratorio di Analisi del Movimento della Medicina Riabilitativa per definire percorsi riabilitativi personalizzati in pazienti con patologie neurologiche o con disturbi funzionali dell’arto superiore, quali spasticità, retrazioni o distonie. Si è trattato di un dono importante, con un investimento di 26.000 euro che ha consentito l’acquisto di un’apparecchiatura di ultima generazione.

Patalogie della mano

Desidero ringraziare di cuore la signora Hilda Paguni, moglie di Mauro Lugli, per la grande sensibilità dimostrata – ha esordito l’Ing. Luca Baldino, Direttore Generale di AOU di Modena nel sostenere la nostra Medicina Riabilitativa in un settore fondamentale come le patologie della mano che a Modena vantano una lunga tradizione. Questa apparecchiatura di ultima generazione è in grado di farci fare un grande passo in avanti nella capacità di predisporre percorsi riabilitativi personalizzati, e quindi più efficaci, per i nostri pazienti”.

Collaborazione

L’idea di questa donazione – ha commentato Hilda Paguni, vedova di Mauro Lugliè nata dalla collaborazione con Ivonne Pavignani, Presidente di AISM alla quale mi lega una lunga conoscenza nata grazie a mio marito. Avevo da tempo desiderio di donare qualcosa agli ospedali modenesi e Ivonne mi ha fatto conoscere il dottor Jacopetti che mi ha spiegato l’importanza di questo elettromiografo per i pazienti colpiti da sclerosi multipla che hanno necessità di monitoraggi costanti del loro stato muscolare”.

Nel 2019 il primo uso

L’Ambulatorio Spasticità e il Laboratorio di Analisi del Movimento della Medicina Riabilitativa prosegue il lavoro avviato e condotto per molti anni dal dottor Stefano Cavazza, a cui è intitolato. Direttore della Medicina Riabilitativa dal 2011 sino alla prematura scomparsa, nel 2019, fu lui a introdurre per primo a Modena l’uso dell’elettromiografia in ambito neuroriabilitativo per rilevare alterazioni nell’attivazione dei muscoli nei pazienti con esiti di lesioni neurologiche. Oggi l’attività è condotta dal dottor Marco Jacopetti e dal dottor Stefano Righi, in collaborazione con le dottoresse Lucia D’Auria e Nicoletta Falcone.

Valutazioni congiunte

Nell’ambito di questo percorso vengono inoltre effettuate valutazioni congiunte con il neurologo, favorendo un approccio multidisciplinare alla presa in carico del paziente. A questo si affianca l’attività dell’ambulatorio tetraplegia, condotto dal dottor Giuseppe Caserta, chirurgo della mano, con il supporto dei medici dell’ambulatorio spasticità. In questo contesto vengono valutati casi complessi di alterazioni del movimento dell’arto superiore e i pazienti selezionati vengono quindi sottoposti a intervento presso la chirurgia della mano dal dottor Caserta stesso.

Strumento fondamentale

In tale percorso, l’elettromiografia rappresenta uno strumento fondamentale per definire con maggiore precisione il planning chirurgico. L’ambulatorio offre valutazioni dei pattern complessi di movimento di arto superiore e inferiore, percorsi di chirurgia funzionale, inoculi di tossina botulinica, blocchi nervosi anestetici e fenolici per la diagnosi e il trattamento della spasticità: l’elettromiografia si inserisce in tutti questi percorsi per aumentarne l’appropriatezza e guidare le scelte terapeutiche. L’ambulatorio effettua oltre 300 visite l’anno, in costante crescita, e collabora con altre strutture dell’Area Vasta Emilia Nord, con un bacino di utenti in ampliamento anche oltre la provincia.