sanità

Contro l’Epatite C Emilia Romagna ancora prima in Italia per copertura sulla popolazione generale

Lo screening, un semplice esame del sangue, non necessita di prescrizione medica, è rivolto ai cittadini nati tra il 1969 e il 1989 iscritti all’anagrafe sanitaria

Contro l’Epatite C Emilia Romagna ancora prima in Italia per copertura sulla popolazione generale

Emilia-Romagna prima Regione in Italia, anche nel 2025, per indice di copertura sulla popolazione generale destinataria dello screening per l’epatite C, che lo scorso anno ha per la prima volta superato il 50%: da quando fu introdotto nel  2022 dal servizio sanitario regionale, tra i primi a partire a livello nazionale, le adesioni sono passate dal 17,7% al 50,1% dello scorso anno, con una crescita di oltre 10 punti percentuali tra il 2024 e il 2025.

Contro l’Epatite C Emilia Romagna ancora prima in Italia

MODENA – L’Emilia-Romagna, infatti, è capofila di un progetto Ccm  (Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie), promosso dall’Istituto superiore di sanità per migliorare i risultati dello screening e il collegamento tra diagnosi e trattamento dell’Hcv che coinvolge anche Toscana, Campania e Sicilia.I destinatari dello screening

Tipologie

Tre le tipologie di destinatari, individuati dal ministero della Salute, che possono effettuare lo screening: ‘target 1’ cittadini nati tra il 1969 e i 1989, iscritti all’anagrafe sanitaria (inclusi gli stranieri temporaneamente presenti – Stp); ‘target 2’ le persone seguite dai Servizi pubblici per le dipendenze (SerD) e ‘target 3’ i detenuti in carcere, in entrambi i casi indipendentemente da età e Paese di provenienza.

Lo screening in Emilia-Romagna: i dati al 31 dicembre 2025

Sono 1.394.543 i cittadini destinatari dello screening in Emilia-Romagna, nelle tre categorie previste: 1.337.519 nati tra il 1969 e il 1989, 41.457 seguiti dai SerD e 15.567 detenuti. Dal 2022, quando è stato avviato, al 31 dicembre 2025, complessivamente 699.418 cittadini lo hanno effettuato, con una percentuale di copertura sulla popolazione target generale del 50,1% a livello regionale, in netta crescita rispetto a fine 2024, quando si assestava al 40,8%, e quasi triplicata rispetto al 2022, quando era ferma al 17,7%.

Screening

Per 1.597 persone (0,2% di quanti hanno effettuato lo screening) la positività è stata confermata dal successivo test; di questi, 1.475 soggetti sono stati inviati ai centri di cura specialistici, 1.396 hanno effettuato una visita e 1.220 con infezione attiva hanno iniziato il trattamento terapeutico.

Indice di copertura al 50,2 per cento

Guardando alle percentuali di copertura per le tre differenti categorie, per il target 1 (popolazione generale, nata tra il 1969 e il 1989) è appunto del 50,1%; per il target 2 (servizi per le dipendenze patologiche) del 46,6%; per il target 3 (persone detenute in carcere) del 65,7%. L’indice di copertura sul totale della popolazione è del 50,2%.

Come aderire

Partecipare allo screening è facile: per i cittadini nati tra il 1969 e il 1989 è gratuito e non serve la prescrizione: ricevono l’invito tramite il Fascicolo sanitario elettronico (Fse) e un sms in cui viene descritta la modalità di accesso alla prestazione Hcv Reflex (con prelievo di sangue venoso). La prenotazione può essere effettuata attraverso Fse, sportello Cup, Cup Web e App ER Salute.

Altri esami

È possibile, inoltre, aderire allo screening in occasione di altri esami ematici aggiungendo quello per la ricerca del virus dell’epatite C, senza dover necessariamente effettuare un prelievo dedicato: si può farne richiesta direttamente allo sportello del centro prelievi.

Campione

Sul campione di sangue vengono in un primo momento ricercati anticorpi specifici contro il virus dell’epatite C e successivamente, in caso di positività a questo primo test, viene ricercata la presenza del materiale genetico del virus stesso. In caso di esito negativo si riceve il referto sul proprio Fascicolo sanitario elettronico; in caso di esito positivo, il cittadino viene preso in carico dal centro di riferimento individuato dall’Azienda sanitaria, che lo contatta e fissa la visita specialistica (sempre senza prescrizione, né pagamento di un ticket).

Negli istituti penitenziari

Per quanto concerne i SerD e gli istituti penitenziari, prosegue l’attività già in corso per la ricerca di Hcv nei soggetti che sono seguiti dai Servizi o detenuti, a prescindere dall’età e dalla nazionalità, e viene naturalmente garantita la presa in carico specialistica in caso di esito positivo.