Modena

Il Ministero della Giustizia dice no ad un Consiglio comunale di Modena dentro al carcere di Sant’Anna

L'assessora Camporota interviene sulla risposta del Ministero della Giustizia resa nota dai parlamentari Vaccari e Guerra: “Con la seduta al S.Anna si sarebbe proseguito un percorso di grande valore. Parole che amareggiano e offendono l'impegno istituzionale

Il Ministero della Giustizia dice no ad un Consiglio comunale di Modena dentro al carcere di Sant’Anna

Il Ministero della Giustizia dice no ad un Consiglio comunale di Modena a  Sant’Anna.

No ad un Consiglio comunale di Modena a Sant’Anna

Spiace venire a conoscenza, tramite la risposta fornita dal Ministero della Giustizia ai parlamentari Stefano Vaccari e Maria Cecilia Guerra, che la visita del Consiglio Comunale di Modena nel carcere Sant’Anna con la relazione della Garante dei Detenuti sia stata considerata un’iniziativa generica e priva di qualsiasi valenza trattamentale”. Lo afferma l’assessora Alessandra Camporota che, da quando si è insediata, ha posto particolare attenzione alle condizioni del Sant’Anna di Modena e al rapporto con la direzione del Carcere e con il volontariato che lavora all’interno.

Grande valore politico

Con la seduta del Consiglio che la Presidenza aveva chiesto di svolgere – prosegue l’assessora si sarebbe proseguito un percorso di grande valore politico e civico che era iniziato nell’ottobre del 2024 con la visita di una delegazione di consiglieri comunali. A questa erano seguiti una commissione specifica e un Consiglio comunale dedicato, nel novembre 2024, che aveva visto la partecipazione di un detenuto oltre al direttore del carcere e a padre Giuliano Stenico, espressione di quel terzo settore che negli istituti di pena lavora con passione e competenza da sempre”.

Una risposta che ci amareggia

E’ evidente che dire che tutto questo non ha valore trattamentale offende l’impegno istituzionale che abbiamo profuso dall’inizio di questa amministrazione, anche grazie alla sollecitazione e al coinvolgimento del Consiglio comunale – ragiona CamporotaSe vogliamo che il carcere non sia un pianeta escluso dal resto della città e della comunità dobbiamo continuare a lavorare tessendo fili tra dentro e fuori. Questa risposta ci amareggia ma non ci scoraggia rispetto all’impegno che continueremo a mettere in campo”.