Modena

Operazione antibagarinaggio: nei guai coppia di modenesi

Si calcola che con l'utilizzo di 166 account tutti riconducibili a loro sono riusciti a rivendere oltre15 mila biglietti per assistere a circa 500 spettacoli

Operazione antibagarinaggio: nei guai coppia di modenesi

Il Comando Provinciale della Guardia di finanza di Modena ha condotto un’attività di indagine che ha interessato il mercato della commercializzazione dei titoli di accesso agli eventi  tipo spettacoli , al fine di individuare, nello specifico settore, fenomeni di acquisto massivo di titoli da parte di singoli acquirenti, per la successiva rivendita illegale a prezzi maggiorati rispetto al valore nominale stabilito sul mercato secondario (cosiddetto fenomeno del “secondary ticketing”).

Operazione antibagarinaggio: nei guai coppia di modenesi

MODENA – Con il termine “secondary ticketing”, si intende infatti un mercato di rivendita di titoli di accesso parallelo a quello dei venditori ufficiali, le cui transazioni avvengono principalmente attraverso piattaforme online, che si occupano di collegare la domanda rimasta insoddisfatta con l’offerta, addebitando una commissione per il servizio.

Fenomeni illeciti

All’interno di questo mercato parallelo, sono stati riscontrati fenomeni illeciti di rivendita di titoli di accesso a prezzi molto più elevati rispetto a quello nominale. L’indagine, condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena, ha preso  origine da un’analisi operativa di rischio, denominata “Follow the Ticket”, sviluppata dal Nucleo Speciale Beni e Servizi.ù

Per cinque anni

La sinergia, ottenuta dalla progettualità sviluppata dal predetto Nucleo Speciale e l’azione sul territorio svolta dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria, ha consentito di approfondire la posizione fiscale di due coniugi, residenti a Modena, che presentava elementi di anomalia consistenti nell’acquisto massivo nell’arco di pochi anni (dal 2020 al 2025) di titoli di accesso a eventi sportivi e musicali dalle principali piattaforme autorizzate.

166 account

In particolare è stato scoperto che, attraverso l’utilizzo fraudolento di 166 account di posta elettronica, la maggior parte con attribuzione di nomi di fantasia ma comunque riconducibili ai due coniugi, gli stessi – eludendo così i limiti quantitativi imposti dai rivenditori primari – si sono accaparrati, per poi successivamente rivenderli a prezzo maggiorato, oltre 15 mila titoli di accesso, relativi a circa 500 eventi tra concerti e incontri calcistici di primario interesse nazionale.

Ricavi per circa 2 milioni

Tale attività, condotta in maniera sistematica e abituale, ha generato ricavi complessivi per circa 2 milioni di euro e proventi illeciti, risultanti dal sovrapprezzo indebitamente applicato, per circa 1 milione di euro, cifra che è stata recuperata a tassazione.

Sanzioni

Oltre alle contestazioni di carattere fiscale, la posizione dei due coniugi verrà segnalata, tramite la Componente speciale del Corpo, all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), quale organo preposto a tutelare la trasparenza e la sicurezza delle transazioni digitali, per l’accertamento delle responsabilità di carattere amministrativo di competenza, ai sensi dell’art. 1, commi 545, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, che prevede sanzioni pecuniarie da 5.000 a 180.000 euro.