Modena

Oltre duecento controlli della Polizia locale contro il fenomeno della violenza nelle scuole

Lo ha spiegato l’assessora Camporota in risposta a un’interrogazione di Luca Negrini, capogruppo di Fratelli d’Italia

Oltre duecento controlli della Polizia locale contro il fenomeno della violenza nelle scuole

Oltre duecento controlli della Polizia locale contro il fenomeno della violenza nelle scuole.

Da ottobre un tavolo del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza

“Contro la violenza giovanile abbiamo messo in campo nelle aree scolastiche più critiche pattuglie della Polizia locale, anche in borghese e con l’unità cinofila, gli school tutor che sono uno strumento in più e non in alternativa agli agenti, ma anche sportelli psicologici, mediazione scolastica, educativa di prossimità e servizi per il contrasto della dispersione scolastica, per fare in modo che gli episodi violenti non si ripetano lavorando anche sul perché certi episodi vengano commessi e non solo sull’intervento repressivo che, da solo, non rappresenta una soluzione a lungo termine. Abbiamo raccolto il plauso dei dirigenti scolastici per la pronta risposta nei momenti di criticità: stiamo testando sul campo che il sistema funziona”.

Lo ha spiegato l’assessora a Sicurezza urbana integrata, Polizia locale e Coesione sociale Alessandra Camporota rispondendo a un’interrogazione dedicata alle strategie di contrasto degli atti di violenza negli istituti scolastici modenesi, presentata giovedì 21 maggio 2026 in Consiglio comunale a Modena dal capogruppo di Fratelli d’Italia Luca Negrini. Nel dettaglio, il consigliere chiedeva all’Amministrazione se siano programmate attività di prevenzione dello spaccio, campagne di sensibilizzazione, interventi specifici e pattugliamenti della Polizia locale in borghese, oltre a un piano specifico interforze, e se vi siano minori segnalati per non ottemperanza dell’obbligo scolastico.

Interventi operativi

Entrando nel lo specifico delle strategie e degli interventi operativi attivati per contrastare comportamenti devianti messi in atto da giovani, l’assessora ha spiegato che “è stato istituito un tavolo tecnico e interassessorile (Sicurezza urbana integrata e Coesione sociale, Politiche Giovanili, Istruzione e Welfare) in quanto la sicurezza è intesa come un sistema integrato che opera in costante raccordo con le autorità competenti in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica che, sul tema, si è riunito a fine ottobre scorso. Il tavolo ha lavorato e sta lavorando per mappare tutti gli interventi esistenti, per integrarli o progettarne di nuovi, per garantire un percorso di ascolto e confronto costante con i dirigenti scolastici e le associazioni del territorio per indirizzare le politiche educative e per affrontare il tema della sicurezza come un sistema integrato che unisce repressione, prevenzione dei rischi e mediazione dei conflitti”, ha detto Camporota.

Zone sensibili

Per quanto riguarda la parte contenitiva e repressiva messa in atto dalla Polizia locale per contrastare i fenomeni di bullismo e illegalità, “nel corso del 2025 sono stati effettuati 215 controlli in abiti civili e 285 controlli con unità cinofila per il contrasto allo spaccio e al degrado – ha spiegato l’assessora – La rimodulazione dei servizi effettuata in fase di riorganizzazione ha consentito di ridurre il numero di pattuglie con esclusivi compiti di viabilità nei pressi di istituti scolastici dove non vi erano particolari esigenze e di attivare pattuglie specifiche in divisa presso la stazione delle autocorriere e in zone sensibili come viale Corassori e via Zucconi, via Schiocchi o il Polo Leonardo. Inoltre, dal 26 gennaio sono state avviate quattro pattuglie di school tutor (operativi dalle 11:30 alle 14:30) presso i poli scolastici considerati maggiormente critici, con funzioni di prevenzione e mediazione rapida dei conflitti. Voglio approfittare di questo momento per sottolineare che gli school tutor non sono in alternativa agli agenti in divisa ma uno strumento in più, di ausilio e presidio, una longa manus delle pattuglie in uniforme per ampliare la zona monitorata. A questo si aggiungono gli investimenti sulla sicurezza che, attraverso il progetto “Scuole Sicure” hanno consentito l’installazione di sei telecamere a 360 gradi con investimenti mirati alla sicurezza delle aree scolastiche