Durante gli anni 2024/2025 Lapam Confartigianato Modena ha fornito servizi di contabilità in maniera continuativa a 5.754 imprese associate: queste circa 6.000 imprese costituiscono il campione analizzato dall’ufficio studi associativo per indagare l’andamento del fatturato.
Indagine Lapam Confartigianato
MODENA – Nel corso del 2025, il campione di imprese in esame ha emesso fatture per vendita di prodotti o servizi per un valore di 1,9 miliardi di euro, con un lieve calo dello 0,4% rispetto al 2024. Analizzando il campione in base ai sei principali macrosettori di attività, l’alloggio e ristorazione registra l’incremento maggiore di fatturato segnando un +3,3%. A trainare la crescita sono, in particolare, bar e altri esercizi simili senza cucina con un +5,2%, mentre i ristoranti segnano un più contenuto +2,5%.
Comparto manifatturiero
Il comparto della manifattura segna una crescita dell’1,1% del valore del fatturato rispetto al 2024. Nel dettaglio, il comparto della meccanica vede complessivamente una tenuta delle vendite segnando un +0,4%, con una crescita più accentuata in particolare per i lavori di meccanica generale, mentre si osserva una flessione tra le imprese della meccanica che lavorano per la filiera dell’edilizia. Il comparto della moda cresce dello 0,6% rispetto al 2024, con una crescita più marcata tra le imprese dell’abbigliamento. Segno più anche per il comparto dell’industria alimentare.
Commercio e autoriparazione
Il comparto del commercio e autoriparazione registra un incremento dello 0,9% rispetto al 2024, trainato dal +2,6% dell’autoriparazione. Il commercio all’ingrosso mostra una tenuta rispetto all’anno precedente con un +0,2%, ma il settore comprende anche gli intermediari del commercio, che vedono un calo di fatturato del 2,6%. Il commercio al dettaglio segna una crescita di fatturato dello 0,9%, osservando una crescita più accentuata per minimarket e alimentari, mentre per i negozi si registra un +1,9%.
Servizi persone
Tra i servizi alle persone, il fatturato del 2025 è calato dello 0,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, rimanendo sostanzialmente invariato. I servizi di barbieri e parrucchieri viaggiano in territorio positivo, mentre i servizi degli studi medici e odontoiatrici registrano un calo del fatturato.
I servizi alle imprese vedono un lieve calo del fatturato, pari al -0,6% rispetto al 2024. Entrando nel dettaglio tra i principali settori, le attività immobiliari sono il settore dove si registra la crescita del fatturato maggiore con un +13,4%, mentre le attività di ingegneri e geometri sono quelle che assistono a un calo più significativo, pari a un -17,9%.
Le costruzioni registrano il calo di fatturato più accentuato rispetto al 2024, segnando un -4,6%. Nel 2025 le imprese che si occupano di costruzione di edifici segnano un -14,5% sul 2024.
Micro imprese: calo fatturato più evidente
In ultima analisi, considerando la dimensione aziendale delle imprese con dipendenti, solamente le micro imprese con 1-4 dipendenti osservano un calo di fatturato del 5,7%. Nel dettaglio, cali più accentuati si osservano nelle costruzioni che vedono un -16,3%, nella manifattura che registra un -6,7% e nei servizi alle imprese che segnano un -6,5%. In controtendenza la crescita dell’alloggio e ristorazione con un +2,1%. Si osserva invece una tenuta per le micro imprese con più di 5 dipendenti ma meno di 10 che vedono un +0,3% rispetto al 2024, mentre le piccole imprese con 10-49 dipendenti registrano una crescita del 5,1% diffusa in tutti i principali macrosettori.
Momento di incertezza
«La fotografia del nostro ufficio studi – afferma Daniele Mazzini, presidente Lapam Confartigianato – mostra come le imprese stiano cercando in tutti i modi di resistere a questa fase di incertezza. L’economia complessiva viaggia in chiaroscuro: se da un lato registriamo settori più performanti, dall’altro non si possono ignorare i segnali di frenata di alcuni comparti, per primo quello delle costruzioni, pur essendo in parte fisiologico dopo la fine della spinta dei vari bonus. Il dato che vale la pena attenzionare maggiormente, però, è quello che riguarda la dimensione aziendale: mentre le aziende più strutturate riescono a intercettare la crescita, le più piccole stanno pagando un prezzo maggiore. Come associazione auspichiamo che le politiche di sostegno allo sviluppo riguardino ogni impresa: è urgente rimettere al centro dell’agenda economica anche le microimprese che svolgono non solo un ruolo economico ma anche sociale»