Promuovere un momento pubblico di commemorazione e riflessione istituzionale dedicato alla vicenda dei monaci di Tibhirine, da svolgersi in uno spazio civico o istituzionale della città. Calendarizzare, entro un anno, l’organizzazione della mostra “Chiamati due volte. I martiri d’Algeria”, presso uno spazio pubblico in centro storico a Modena promuovendone la fruizione attraverso i canali comunali nelle scuole modenesi. Infine, trasmettere la mozione a diverse istituzioni nazionali e internazionali, tra cui la Presidenza del Consiglio dei ministri, il Ministero dell’Interno, la Conferenza Episcopale Italiana, l’Ambasciata d’Algeria in Italia e le reti di enti locali impegnate nel dialogo interreligioso.
Impegni
MODENA – Sono questi gli impegni chiesti a sindaco e Giunta con la mozione presentata da Fratelli d’Italia, Pd e Movimento 5 stelle e approvata dal Consiglio comunale nella seduta di lunedì 22 giugno (con il voto a favore di Pd, FdI, Lega Modena, Modena in ascolto e Movimento 5 stelle, astenuto Avs).
Trentesimo anniversario
La mozione, presentata in Aula da Dario Franco di Fratelli d’Italia, richiama il trentesimo anniversario dell’assassinio dei sette monaci trappisti del monastero di Notre-Dame de l’Atlas a Tibhirine, in Algeria. I religiosi furono rapiti nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996 dal Gruppo Salafita per la Predicazione e il Combattimento, organizzazione terroristica islamista attiva durante la guerra civile algerina, e furono successivamente uccisi dopo circa due mesi di prigionia. La loro scelta di rimanere accanto alla popolazione locale, nonostante il crescente clima di violenza, viene indicata come una testimonianza di vicinanza umana, responsabilità e rifiuto dell’odio.
Valore storico
La mozione sottolinea come la vicenda dei monaci abbia assunto nel tempo un forte valore storico, culturale e religioso a livello internazionale, diventando un simbolo del dialogo tra persone di fedi diverse anche in contesti segnati da conflitti e radicalizzazioni.