Ridurre le emissioni inquinanti, migliorare la qualità dell’aria e favorire un progressivo spostamento delle persone verso forme di mobilità più sostenibili.
Una nuova mobilità sostenibile
MODENA – Sono questi gli obiettivi di “EcoMove 2030”, il progetto integrato che il Comune di Modena ha presentato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) nell’ambito del Programma nazionale di interventi sulla mobilità urbana e metropolitana finanziato dal decreto interministeriale n. 2 del 7 gennaio 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 21 maggio scorso. Il progetto, che dovrà concludersi entro il 20 luglio 2030, prevede una stima di investimento complessivo per oltre 16 milioni di euro, di cui 10 milioni e 716 mila euro finanziati dal Ministero e circa 6 milioni dal Comune.
Le linee di intervento del progetto sono state illustrate lunedì 6 luglio 2026 nella Sala di Rappresentanza del Municipio, alla presenza del sindaco Massimo Mezzetti, dell’amministratore unico di aMo Andrea Bosi e dell’assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni.
Rafforzare il servizio pubblico
Il progetto “EcoMove 2030”, presentato venerdì 3 luglio al Ministero per l’approvazione, che avverrà entro il 4 agosto, punta a rafforzare il trasporto pubblico locale e la mobilità sostenibile attraverso un insieme coordinato di interventi su infrastrutture e servizi, in coerenza con gli strumenti di pianificazione locali e regionali. Per questo è stato costruito concentrando gli interventi soprattutto sul potenziamento del trasporto pubblico locale e della mobilità collettiva, con il coinvolgimento dell’Agenzia per la Mobilità (aMo) e di Seta. Dopo l’avvallo del Ministero, il Comune avrà massimo 18 mesi per arrivare ad una progettazione esecutiva di tutti gli interventi previsti che dovranno poi essere attuati e rendicontati entro il 20 luglio 2030.
Sicurezza stradale
Accanto ai due obiettivi principali – la riduzione delle emissioni inquinanti in ambito urbano e favorire il passaggio verso forme di trasporto più sostenibili – “EcoMove 2030” intende anche rafforzare le politiche per la sicurezza stradale, con particolare attenzione a pedoni, ciclisti e utenti più vulnerabili, e promuovere la cultura della mobilità sostenibile tra le nuove generazioni.
Si estende la rete ferroviaria
Tra gli investimenti previsti figurano l’estensione della rete filoviaria in via Vittorio Veneto per migliorare l’integrazione della rete nord-sud e delle linee urbane, l’acquisto di cinque nuovi autobus elettrici, la realizzazione di un impianto fotovoltaico nel deposito di Modena con le infrastrutture di ricarica per i mezzi elettrici, il potenziamento del nuovo impianto di distribuzione dell’idrogeno a servizio di Seta (progetto HydrogeMo), il rinnovo e la digitalizzazione di circa 60 fermate del trasporto pubblico urbano e i primi interventi per il futuro Bus Rapid Transit (BRT), con corsie preferenziali, adeguamenti stradali e implementazione della tecnologia semaforica.
Anche corse serali
Il progetto prevede inoltre, sul fronte dei nuovi servizi, il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico attraverso l’aumento della capacità nelle ore di punta, in particolare per gli studenti, e l’estensione delle corse serali su tre linee urbane.
Ciclabilità
La seconda parte significativa di “EcoMove 2030”, coerente e complementare con il “pilastro” del trasporto pubblico, riguarda ulteriori cinque interventi (tre servizi e due investimenti) inerenti alla ciclabilità, la sicurezza stradale e l’ottimizzazione degli spostamenti quotidiani dei cittadini. Sono previste infatti azioni di rafforzamento del Mobility Manager d’area, un nuovo progetto comunale di “Pedibus” e “Bicibus” rivolto alle scuole primarie, l’attivazione di un servizio di bike sharing elettrico, la realizzazione della nuova pista ciclabile Modena-San Damaso e la creazione di cinque nuove zone quiete scolastiche.