Ambiente

Le medicine di domani devono guarire il paziente senza danneggiare il pianeta

L'Università di Modena e Reggio Emilia ha coordinato per quattro anni il progetto per un nuovo approccio alla ricerca di farmaci più efficaci e sostenibili per la salute umana, animale e ambientale

Le medicine di domani devono guarire il paziente senza danneggiare il pianeta

L’Università di Modena e Reggio Emilia ha coordinato per quattro anni il progetto europeo OneHealthDrugs COST Action, promuovendo un nuovo approccio alla ricerca di farmaci più efficaci e sostenibili per la salute umana, animale e ambientale.

Le medicine di domani

MODENA – Guidata dalla prof.ssa Maria Paola Costi, con il contributo di numerosi ricercatori dell’Ateneo, Unimore ha svolto il ruolo di Grant Holder dell’iniziativa, gestendo un finanziamento di 832.000 euro. Il progetto ha coinvolto oltre 1.000 scienziati di 54 Paesi, portando a importanti risultati scientifici, tra cui brevetti, pubblicazioni e nuovi candidati farmaci. La conferenza finale di Bruxelles ha confermato il ruolo centrale di Unimore nel promuovere una ricerca farmaceutica innovativa, internazionale e orientata alla sostenibilità.

Prodotti farmaceutici smaltiti

Per decenni, l’umanità ha riconosciuto l’importanza dei prodotti farmaceutici: molecole progettate per curare, proteggere e prolungare la vita umana. Eppure ogni farmaco metabolizzato, ogni prodotto farmaceutico avanzato gettato o smaltito ha finito per trovare la sua strada nell’ecosistema, generando una pressione invisibile e devastante su fiumi, suolo e fauna selvatica.

Legate

Riconoscendo che la salute umana, animale e ambientale sono indissolubilmente legate, il progetto #OneHealthDrugs (OHD) COST Action (One Health drugs against parasitic vector borne diseases in Europe and beyond) ha iniziato quattro anni fa a ripensare radicalmente il nostro modo di curare.

Strumenti adeguati

L ‘obiettivo centrale del progetto è la ricerca di strumenti adeguati per rendere più selettivi a minor impatto ambientale, i farmaci antinfettivi, in particolare antiparassitari, che rappresentano l’oggetto dello studio. In particolare, tale studio propone strumenti predittivi (AI guided) e sperimentali come nuovi saggi ecotossicologici e nuovi candidati nella pipeline terapeutica in ambito One Health, per farmaci uso umano ed animale.  Guidata dalla coordinatrice della COST Action, la professoressa Maria Paola Costi del Dipartimento di Scienze della Vita, l’iniziativa ha riunito una diversa alleanza di ricercatori, tra i quali i proff. Federica Pellati e Giovanni Tosi di Unimore ed Enrico Francia di Unigreen, rappresentanti dell’industria e responsabili politici con una visione unica e guida verso aspetti applicativi importanti.

Numeri importanti

Numeri importanti e considerevoli: oltre 150 meeting organizzati online di cui 16 in presenza, 370 partecipanti, 54 nazioni worldwide, più di 1000 scienziati coinvolti, 832.000 euro a Unimore come coordinatore (chiar dell’azione e Unimore come grant holder), 3 brevetti, una pipeline di 50 nuovi prodotti farmaceutici in preclinica, oltre 120 paper pubblicati.

Più vicina e realizzabile

Alla conferenza finale ospitata dalla COST ACTION, tenutasi a luglio a Bruxelles (https://www.youtube.com/watch?v=p0xR6ysHX5c), questa visione è sembrata più vicina e realizzabile. L’evento non è stato semplicemente una vetrina di strumenti di ricerca innovativi, database ad accesso aperto e raccomandazioni politiche fondamentali, ma una testimonianza del potere della comunità.

Prossima generazione

Al centro di questa eredità ci sono i giovani ambasciatori di OneHealthdrugs (OneHealthdrugs Ambassadors), la prossima generazione di scienziati incaricati di portare avanti una ricerca farmaceutica sostenibile. Durante la conferenza, rappresentanti dell’innovazione tecnologica come, Lori Doko (Università degli Studi eCampus), AL (Eli Thoré BE(Namur) e Kayhan Ilbeigi BE (Antwerp) e OHD Ambassador come Elisa Uliassi IT(UNIBO), Gülşah Bayraktar TR (Ege University Boronova), Daniele Aiello IT (Unimore), hanno presentato le loro carriere per condividere le loro storie di successo, dimostrando come la rete abbia fornito loro piattaforme internazionali, partnership interdisciplinari e il coraggio di sostenere un futuro farmaceutico più verde.