Il paesaggio urbano come progetto di cura, non come semplice riqualificazione estetica. È stato questo il filo conduttore del convegno “La mobilità: un’occasione per ri-generare il paesaggio urbano”, promosso da AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio) venerdì 11 settembre 2026 a Torino, presso la Sala Bobbio, nell’ambito del ciclo Paesaggio Italia 2026. Tra gli interventi dei partner tecnici dell’associazione spazio anche al caso di Casalecchio di Reno, comune in provincia di Bologna, presentato dall’assessora Barbara Negroni insieme a Marco Sandri, direttore tecnico di Ibuild Italia, società di Heidelberg Materials.
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Il paesaggio come progetto di cura
Ad aprire i lavori è stato il presidente di AIAPP, Andrea Cassone, che ha inquadrato il senso complessivo dell’iniziativa:
“Il messaggio fondamentale è che è importantissimo intervenire nelle città con progetti di riqualificazione del paesaggio: un progetto di cura che mira a condizioni di benessere, come ci ricorda la Carta di Ottawa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.”
Cassone ha ricordato che AIAPP è dal 1950 un punto di riferimento per il paesaggio in Italia e che la collaborazione con i partner tecnici, dalla ricerca alla produzione dei materiali, è essenziale per realizzare interventi capaci di rigenerare le città senza stravolgerle.
La piazza drenante del quartiere Croce
Da questa cornice si è passati al caso applicativo di Casalecchio di Reno, illustrato da Barbara Negroni.
“Abbiamo trasformato una piazza un tempo utilizzata come parcheggio in una piazza drenante, restituendole il ruolo di socializzazione e collegandola agli spazi verdi e agli altri quartieri, grazie a una viabilità che ha separato la mobilità pedonale e ciclabile, prima promiscua”, ha raccontato l’assessora.

Un intervento che ha già mostrato i suoi effetti:
“Con questo intervento non abbiamo più avuto acqua nelle cantine dei palazzi, e la presenza del verde ci aiuta a mitigare il calore.”
Una pista ciclabile lunga un chilometro
A completare il quadro tecnico è intervenuto Marco Sandri, che ha illustrato il contributo di Heidelberg Materials:
“Abbiamo realizzato la pista ciclabile di tutto il quartiere e i collegamenti tra le strutture scolastiche e ludiche della zona, per circa 1.700 metri quadrati, con una pavimentazione di 10 centimetri di spessore in i.idro DRAIN, un calcestruzzo drenante di colore sabbia scelto per uniformarsi all’ambiente circostante.”

Il materiale utilizzato per l’opera garantisce una capacità drenante fino a cento volte superiore a quella di un terreno naturale e, grazie a un effetto albedo maggiore rispetto alle tradizionali pavimentazioni bituminose, può ridurre le temperature superficiali estive fino a 30°C. Il legante impiegato, un cemento particolare con oltre il 40% di materiale riciclato, presenta una riduzione dell’anidride carbonica incorporata fino al 30% rispetto a pavimentazioni equivalenti realizzate con materiali convenzionali.