Economia

Lapam Confartigianato e Cna Modena: risposte concrete contro il caro carburante

Per le due Associazioni: " Occorrono risposte concrete e tempi certi, le difficoltà non possono ricadere sulle imprese del settore"

Lapam Confartigianato e Cna Modena: risposte concrete contro il caro carburante

«L’autotrasporto ha dimostrato in questi anni un forte senso di responsabilità garantendo la continuità degli approvvigionamenti anche nelle fasi più difficili. Ora occorrono risposte concrete e tempi certi da parte dei Ministeri competenti per evitare che le difficoltà operative si trasformino in ostacoli insormontabili per le imprese. Se la situazione attuale continuerà a persistere anche nell’immediato futuro e senza interventi immediati, nei prossimi mesi numerosi mezzi pesanti rischiano di rimanere fermi nei piazzali: non per uno sciopero, ma perché molte imprese di autotrasporto potrebbero non avere più la liquidità necessaria per acquistare il gasolio».

Lapam Confartigianato e Cna Modena: risposte concrete contro il caro carburante

MODENA – È quanto affermano Dario Passaniti, presidente Lapam Confartigianato Trasporti, ed Enrico Tangerini, presidente di CNA Fita Modena, in merito alle difficoltà che sta riscontrando il settore da ormai diversi mesi, in particolare relativamente al caro carburante. Le associazioni di Modena riconoscono i risultati del positivo confronto con il Governo attraverso i crediti d’imposta e taglio delle accise, misure importanti ma che oggi non bastano di fronte all’aggravarsi quotidiano della crisi energetica e all’aumento dei costi operativi.

 Lapam Confartigianato e Cna Modena: risposte concrete contro il caro carburante 

Nei giorni scorsi UNATRAS, il coordinamento unitario delle Associazioni nazionali dell’autotrasporto di cui fanno parte anche Confartigianato Trasporti e CNA, ha formalmente richiesto al Governo la ripresa immediata del confronto istituzionale per dare seguito agli impegni assunti nell’accordo di Palazzo Chigi del 22 maggio 2026, con una lettera indirizzata alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al Vicepremier e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, al Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e al Viceministro Edoardo Rixi.

Stato di attuazione

La volontà è quella di verificare lo stato di attuazione delle intese che avevano consentito di scongiurare il fermo nazionale dei servizi, riposizionando un comparto strategico al centro dell’agenda pubblica.

«Diamo atto all’Esecutivo di aver recepito le specificità del settore nei recenti provvedimenti sulle accise con lo stanziamento di risorse per il credito d’imposta vicine alle aspettative del trasporto professionale – affermano Passaniti e Tangerini –. La categoria affronta, però, una situazione operativa ancora critica. L’impatto costante del caro carburante, l’aumento complessivo dei costi di esercizio e gli oneri legati alla modernizzazione dei veicoli continuano infatti a gravare pesantemente sulla sostenibilità delle imprese. Per evitare che l’emergenza diventi irreversibile, potrebbe essere utile un vero e proprio Patto sociale sui carburanti: un pacchetto di interventi immediati e strutturali per sostenere le piccole e medie imprese, ripartire correttamente i maggiori oneri lungo la filiera e contrastare ogni forma di speculazione. Tra le misure richieste: applicazione vincolante del fuel surcharge con calcolo trasparente e sanzioni per chi pretende ristorni indebiti, risorse straordinarie per la liquidità delle imprese, semplificazione dei crediti d’imposta e un piano nazionale di sicurezza contro i furti di gasolio nelle aree di sosta».