Entra nel vivo in Emilia-Romagna il percorso che a partire da inizio ottobre porterà al funzionamento a pieno regime delle Aft, le Aggregazioni funzionali territoriali, che avranno un ruolo centrale nella nuova rete dei servizi sanitari di territorio della regione.
Sanità: entrano in funzione le Afi, Aggregazioni funzionali territoriali
MODENA – È stata firmata una dichiarazione di intenti tra l’assessorato alle Politiche per la salute e le Organizzazioni sindacali Fimmg e Fmt, che traduce in concreto l’Accordo integrativo regionale siglato a inizio anno, ponendo le basi per il passaggio a una fase più operativa.
Ruolo fondamentale
Nel testo, approvato dalla Giunta regionale lunedì 21 settembre 2026, viene condiviso il ruolo fondamentale delle Aft all’interno della rete di medicina di prossimità: le Aft, infatti, sono gruppi di Medici di medicina generale che lavorano insieme nello stesso territorio e avranno una sede unica, molto spesso un ambulatorio in una Casa della comunità, disponibile al pubblico almeno 10-12 ore al giorno. Saranno coadiuvati da personale multidisciplinare, di studio e infermieristico, garantendo la capillarità e l’accessibilità della cura, limitando gli accessi impropri ai Pronto soccorso e le attese grazie alla possibilità di programmare le visite anche tramite i numeri di telefono della continuità assistenziale.
Nelle piccole località nelle Case di comunità
I requisiti delle Équipe di Aft sono quelli definiti dall’articolo 40 dell’Accordo integrativo regionale, in particolare dal comma 3, e conferma il pieno utilizzo del fondo dedicato al riconoscimento delle Équipe di Aft, previsto dall’articolo 57 dell’Air. Inoltre, nel testo viene chiarito che le Équipe di Aft nei piccoli paesi o in montagna potranno collocarsi all’interno delle Case di comunità e fungere da riferimento per l’intera popolazione, mentre nei contesti cittadini, dove sono attesi grandi flussi di accesso, saranno presenti Ambulatori Aft dedicati ai bisogni a bassa complessità e non differibili.
Cosa sono le Aft
Le Aft – Aggregazioni funzionali territoriali sono gruppi di Medici di medicina generale (i medici di famiglia) dello stesso territorio, che lavorano insieme e collaborano per garantire un’assistenza più organizzata e vicina alle persone. Non sostituiscono il medico di famiglia. Ogni cittadina e ogni cittadino continuerà a rivolgersi al proprio medico nelle modalità consuete, come ha sempre fatto. Le Aft rafforzano e ampliano l’assistenza, mettendo in rete più medici e garantendo una presenza aggiuntiva sul territorio.
La presenza di un medico
Dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 20, negli Ambulatori Aft delle Case della Comunità sarà garantita la presenza di un medico. Questo significa che, durante queste 12 ore, sarà possibile rivolgersi direttamente a un medico anche quando il proprio medico di famiglia non è disponibile. Negli altri orari – di notte, nel fine settimana e nei giorni festivi – si può contattare il numero unico per le cure mediche non urgenti sottoindicato.
Non urgenti
Gli Ambulatori Aft sono pensati per i problemi di salute non urgenti, ma che non possono essere rimandati e che normalmente vengono affrontati dal medico di famiglia. Ad esempio: febbre non alta, tosse e infezioni stagionali, disturbi gastrointestinali lievi, necessità di un certificato di continuazione della malattia, prescrizioni che non possono attendere. Per le emergenze e le situazioni urgenti, invece, restano naturalmente attivi i servizi dedicati, a partire dal 118 e dal Pronto soccorso.
Ci si reca direttamente
Le Aft permettono ai medici di collaborare maggiormente nella cura delle persone, in particolare di quelle con malattie croniche che richiedono controlli e assistenza continuativi.
Accedervi è semplice: per problemi non urgenti, ma neppure differibili è possibile farlo recandosi direttamente negli ambulatori di Aft, per lo più dislocati nella casa della comunità, quando il proprio medico di medicina generale non sia disponibile.
Per evitare attese, è inoltre possibile programmare una visita presso un ambulatorio Aft attraverso il numero indicati dall’Azienda sanitaria di riferimento.