Sassuolo

Finti carabinieri tentano di truffare due anziani ma vengono smascherati dai veri militari

Una delle vittime aveva già raccolto in un sacchetto gioielli per un valore indicativo di circa 10mila euro e quasi 500 euro in contanti

Finti carabinieri tentano di truffare due anziani ma vengono smascherati dai veri militari

Il giorno 2 ottobre 2026, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo hanno tratto in arresto, nella quasi flagranza di reato, due uomini, gravemente indiziati, in concorso tra loro, di due tentativi di furti aggravati in abitazione, commessi nei confronti di due diverse vittime, ultrasettantacinquenni, residenti in quel centro abitato, mediante la tecnica del cosiddetto “finto Carabiniere”.

Finti carabinieri tentano di truffare due anziani

SASSUOLO – I Carabinieri, nell’ambito di uno specifico servizio predisposto con pattuglie in uniforme e in abiti civili, finalizzato alla prevenzione delle truffe commesse ai danni di persone anziane, seguivano gli spostamenti di due occupanti di un’autovettura, il cui passeggero scendeva e raggiungeva due diverse abitazioni, per poi fare ritorno al veicolo condotto dal complice.

Pedinamento

Il pedinamento proseguiva mentre, in contemporanea, altri militari del dispositivo raggiungevano le occupanti delle due abitazioni d’interesse, accertando che entrambe erano state poco prima contattate telefonicamente da un sedicente “carabiniere”, il quale aveva preannunciato loro l’arrivo di un incaricato alla verifica tra i beni di valore e contanti presenti in casa con la refurtiva di una fantomatica rapina avvenuta in zona.

Raccolti gioielli per 10mila euro

Una delle vittime aveva già raccolto in un sacchetto gioielli per un valore indicativo di circa 10.000,00 euro e quasi 500,00 euro in contanti: in entrambe le circostanze, i reati non si realizzavano soltanto perché gli autori non riuscivano ad accedere alle abitazioni per impossessarsi dei beni. Una volta ricevuti tali elementi informativi, i Carabinieri bloccavano i due indagati, certificando i loro contatti telefonici con colui che aveva telefonato alle vittime, simulando di essere un “carabiniere”.

Arresti convalidati

Dopo le formalità di rito, i due indagati venivano arrestati, in quasi flagranza di reato, conducendoli poi, il 3 ottobre 2006, dinanzi al Giudice del Tribunale di Modena, il quale, in sede di giudizio con rito direttissimo, convalidava gli arresti.

Attenzione

L’operazione conferma la costante attenzione dell’Arma dei Carabinieri nel garantire la sicurezza pubblica: un impegno quotidiano svolto con professionalità e presenza capillare che contribuisce in modo concreto alla tutela della collettività.