Dopo due anni di trattativa e a cinque anni dalla scadenza dei contratti nazionali per il personale dipendente dei Teatri e il personale Scritturato per lo spettacolo dal vivo, il tavolo di trattativa nazionale con Federvivo si è rotto: sono state infatti rigettate sistematicamente le proposte atte a superare le disuguaglianze. Lo annuncia Slc Cgil Emilia Romagna
Sarà sciopero per il personale dipendente dei Teatri e il personale scritturato
MODENA – La rottura della trattativa rappresenta l’esito inevitabile – spiega il sindacato – di un confronto durato due anni, durante i quali la parte datoriale ha respinto sistematicamente tutte le richieste avanzate dai sindacati per ammodernare al settore, a partire da temi centrali quali l’unificazione dei contratti, la definizione di una classificazione unica del personale e la semplificazione delle voci retributive. A fronte di un contratto nazionale la cui ultima revisione risale al 2018 — per una vigenza di fatto che sfiora i nove anni — la controparte ha risposto con proposte economiche del tutto insufficienti, che non riescono nemmeno a scalfire un tasso di inflazione che, per il periodo di vacanza contrattuale, ha raggiunto il 23%.
Dipendenti dei teatri
Per le/i dipendenti dei teatri, la cui paga media mensile si attesta attualmente su 1.433,43 euro, la proposta di aumento è pari al 18% distribuito nell’arco di tre anni. Ciò significa che solo nel 2029 lo stipendio medio di queste lavoratrici e lavoratori raggiungerebbe 1.691,44 euro, determinando un incremento di 258,01 euro complessivi: di fatto, in assenza di arretrati e a fronte di nove anni di blocco contrattuale, l’aumento reale equivale a circa 28 euro lordi all’anno.
Per il personale scritturato
Per il personale scritturato il minimo contrattuale giornaliero medio è oggi di soli 58,69 euro lordi. L’aumento ipotizzato del 20% spalmato in tre anni porterebbe la paga giornaliera nel 2029 a 70,42 euro: un adeguamento di appena 11,73 euro lordi al giorno che, spalmato sui nove anni trascorsi dal precedente rinnovo e senza alcun riconoscimento degli arretrati, corrisponde a un misero incremento di circa 1,30 euro lordi all’anno. Si tratta di cifre basse e insufficienti che risultano ancora più inaccettabili se si considera che si tratta di personale che non lavora in modo stabile.
Sciopero il 23 ottobre
In Emilia Romagna i sindacati SLC CGIL, FISTEL CISL e UILCOM UIL hanno indetto lo sciopero a livello regionale per il giorno 23 ottobre 2026 per tutta la giornata e per tutti i turni di lavoro che abbiano inizio in quella giornata