Caro Carburanti: alle imprese private del trasporto pubblico dieci milioni di euro da parte della Regione.
Dieci milioni di euro da parte della Regione
MODENA – “Esprimiamo grande apprezzamento per la decisione della Regione Emilia-Romagna di destinare 10 milioni di euro al trasporto pubblico locale per fronteggiare lo straordinario aumento dei costi energetici e dei carburanti registrato quest’anno, in particolare a seguito della chiusura dello Stretto di Hormuz. È una risposta concreta e tempestiva alle difficoltà che abbiamo rappresentato nelle scorse settimane e uno sforzo economico importante per salvaguardare la continuità di un servizio essenziale per i cittadini. Ringraziamo la Giunta del presidente Michele de Pascale e, in particolare, l’assessora Irene Priolo per l’attenzione dimostrata e per il percorso di confronto avviato con le nostre associazioni“.
Così Davide Missiroli, coordinatore del CAIPET Emilia-Romagna, il Comitato delle associazioni delle imprese private esercenti il trasporto di persone su strada, che riunisce ANAV Emilia-Romagna, CNA Emilia-Romagna, Confartigianato Imprese Emilia-Romagna, Confcooperative Lavoro e Servizi Emilia-Romagna e Legacoop Emilia-Romagna, commenta l’approvazione da parte della Giunta regionale del progetto di legge di variazione al bilancio 2026-2028, che prevede 10 milioni di euro a sostegno del trasporto pubblico locale. Il provvedimento passerà ora all’esame dell’Assemblea legislativa, con l’approdo in Aula previsto entro metà novembre.
Squilibrio economico
L’intervento arriva a pochi giorni dall’allarme lanciato dal CAIPET sulla sostenibilità economica delle imprese private del settore, che garantiscono oltre il 20% del trasporto pubblico locale su gomma in Emilia-Romagna e registrano uno squilibrio economico complessivo nell’ordine dei 10 milioni di euro all’anno. Una situazione aggravata dall’aumento dei costi dei carburanti, dell’energia e degli altri fattori produttivi, che mette sotto pressione non soltanto le aziende, ma la stessa continuità dei collegamenti: servizi essenziali per accompagnare gli studenti a scuola, consentire a migliaia di persone di raggiungere il posto di lavoro e garantire l’accesso ai servizi sanitari e sociosanitari, con un ruolo ancora più determinante nei territori periferici e nelle aree a minore densità abitativa.