Per quattro anni una docente precaria modenese ha lavorato da supplente, con contratti fino al 30 giugno. Ma per ottenere il pagamento delle ferie arretrate ha dovuto fare causa al Ministero, sostenuta dalla Cisl Scuola Emilia Centrale. Risultato? Una bella vittoria: il Tribunale del Lavoro di Modena le ha riconosciuto 2.134,91 euro, oltre agli interessi, per quasi 34 giorni di ferie residue, dopo aver già sottratto dal conteggio i giorni delle pause scolastiche di Natale e Pasqua.
Ferie non pagate ai docenti: il Ministero dovrà risarcire
MODENA – “Quando finisce una supplenza, cifre come questa fanno la differenza nel bilancio di una famiglia – sottolinea Carmelo Randazzo, segretario generale della Cisl Scuola Emilia Centrale –. Sono soldi guadagnati lavorando, che possono servire per un affitto o una bolletta mentre si aspetta la nomina successiva. Allo Stato chiediamo, a maggior ragione, la stessa serietà che pretende ogni giorno da chi entra in classe”.
La docente modenese, assistita dall’avvocata Veronica Pepoli, ha fatto valere le proprie ragioni sugli anni scolastici dal 2016/2017 al 2019/2020. Il Ministero ora dovrà sostenere anche le spese di causa.
Da Modena al resto d’Italia
Una storia che rivela, ancora una volta, l’importanza di un lavoro stabile. Un docente di ruolo resta assunto durante l’estate e può programmare le ferie. Per chi termina la supplenza il 30 giugno, invece, il contratto non copre luglio e agosto: rinviare il riposo a quei mesi significa rinviarlo oltre la fine dell’incarico. Un metro che vale per i docenti ma anche per tutto il personale Ata, tra l’altro.