Regione, Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della provincia di Modena e direzioni generali delle Aziende sanitarie locali promuovano insieme la redazione del nuovo Piano Attuativo Locale modenese nell’ambito di un percorso partecipato.
Regione: sia partecipativo il nuovo Piano Attuativo Locale sulla sanità modenese
MODENA – A chiedere che le scelte sul futuro della sanità modenese sia il frutto di un confronto fra istituzioni, università, lavoratori e professionisti della sanità e del sociale, sindacati e organizzazioni economiche, terzo settore, volontariato, associazionismo, imprese sociali, è una risoluzione presentata da Paolo Trande (Avs) e sottoscritta dai consiglieri Pd Ludovica Carla Ferrari, Maria Costi, Gian Carlo Muzzarelli e Luca Sabbatini, e dal Civico Vincenzo Paldino.
Risoluzione
La risoluzione ripercorre la storia della sanità modenese e ricorda come “in questi mesi, su impulso della Regione e della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, un nutrito gruppo di tecnici ha analizzato la nuova situazione demografica, socio-economica ed epidemiologica e, con 35 gruppi di lavoro, ha definito alcune proposte ora da mettere a disposizione del confronto pubblico fra cittadini, istituzioni, professionisti sanitari, sindacati, organizzazioni economiche e terzo settore. È del tutto legittimo, e forse indispensabile, vista la complessità tecnica della materia, che la definizione di una prima proposta di una nuova strategia e un nuovo assetto della sanità modenese venga elaborata dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria insieme all’Università, alla Regione e alle direzioni generali delle aziende sanitarie, ma tale proposta deve poggiare su un’adeguata analisi demografica, socio-economica ed epidemiologica e su principi irrinunciabili quali la natura pubblica del servizio, l’universalità, l’equità, la qualità e la sicurezza delle cure per tutte le cittadine e tutti i cittadini modenesi”.
Al di sotto la media
La risoluzione ricorda, inoltre, come “la spesa sanitaria pro capite 2024 per livelli di assistenza, comprensivi dell’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di vita e di lavoro, distrettuale e ospedaliera e dell’integrazione dei costi della Azienda ospedaliero-universitaria, collocano il territorio modenese fra i territori al di sotto della media regionale. Pertanto, questi dati non evidenziano specifiche anomalie di spesa del territorio modenese rispetto al contesto regionale che richiedano correzioni specifiche e si conferma l’importanza di orientare la definizione del nuovo PAL all’aggiornamento delle risposte assistenziali rispetto all’evoluzione dei bisogni di salute della popolazione. Il quadro nazionale del finanziamento del Servizio sanitario nazionale continua a presentare rilevanti criticità rispetto alla crescita dei fabbisogni assistenziali, all’aumento dei costi e alla necessità di garantire la sostenibilità e la qualità dei servizi sanitari pubblici”.
Da qui, quindi, la richiesta di un confronto largo e articolato in vista delle scelte sul futuro della sanità regionale.