Nel luglio 1963 si completò il trasferimento dei reparti dal vecchio ospedale Sant’Agostino al Nuovo Policlinico di via del Pozzo che quest’anno festeggia quindi i suoi primi 60 anni.
L’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena, col patrocinio del Comune di Modena ha quindi organizzato una serie di iniziative per ricordare un traguardo importante che segna un punto di arrivo ma che, soprattutto, è un viatico per gli sviluppi futuri.
Un pò di storia

MODENA – Il 30 novembre del 1758 venne inaugurato il Grande Spedale, voluto dal Duca Francesco III d’Este (1737-1780) come prima istituzione sanitaria “pubblica” della nostra città. Nel tempo l’ospedale portò a un notevole sviluppo della scienza medico-chirurgica ma all’inizio del Novecento era ormai inadeguato per le esigenze della città. Già nel 1931 il Rettore Pio Colombini aveva prospettato alle Autorità cittadine il problema dell’ospedale.
Così, il 5 giugno 1933 venne emanato il bando per la costruzione del nuovo Policlinico. Il terreno previsto per la costruzione era quello compreso tra via Emilia Ovest e via Jacopo Barozzi, dove già esisteva l’Ospedale Ramazzini, che ospitava i pazienti contagiosi e in isolamento, che doveva “essere conservato”.
Vennero presentati 29 progetti tra i quali la commissione – presieduta da Umberto Montanari, Presidente della Congregazione di Carità – risultò il progetto di Ettore Rossi (Fano 1894 – Modena 1968). Nel 1936, dopo
quattro anni di ricerche, venne scelta l’area ove sarebbe stato effettivamente costruito l’ospedale.Rispetto all’ipotesi prevista nel bando, si optò per San Lazzaro, fra la via Emilia e la via Vignolese, a un chilometro e mezzo dal centro cittadino, perché permetteva il perfetto orientamento del fabbricato ed era di estensione sufficiente a permettere successivi ampliamenti. Nel 1938 il veniva finalmente approvato nella
forma definitiva. Nel 1941 cominciarono i lavori di palificazione ma il cantiere si interruppe a causa della Seconda Guerra Mondiale.

Con la fine delle ostilità si tornò parlare del Nuovo Policlinico, in un contesto di ricostruzione della città dopo i disastri bellici. Il 5 novembre del 1950 Alcide De Gasperi venne a Modena e nel suo lungo discorso programmatico toccò anche il tema del Policlinico assicurando che la costruzione dell’ospedale sarebbe stata possibile grazie all’intervento del Ministero del Tesoro. Il sindaco Alfeo Corassori consegnò a De Gasperi le planimetrie relative al Policlinico, all’acquedotto e al cavalcavia della Madonnina e il Presidente del Consiglio promise di interessarsi al problema.
La prima pietra nel giugno 1951
Nel giugno del 1951, fu il Ministro dei Lavori Pubblici del sesto governo De Gasperi, Salvatore Aldisio, a porre simbolicamente la prima pietra del nuovo cantiere. Il 10 ottobre del 1962 divenne sindaco di Modena Rubes Triva che avrebbe dato un grande impulso ai lavori e il 5 luglio del 1963, Triva, poté finalmente annunciare al Consiglio comunale il calendario dei trasferimenti che cominciarono i primi di luglio e terminarono a inizio agosto. Il 17 luglio alle ore 8,30 nacque il primo bambino al Policlinico, mentre l’Ostetricia stava ancora terminando il trasferimento. Poco prima, alle 7, l’ultimo vagito si era sentito nei vetusti e autorevoli corridoi del Grande Spedale
Le iniziative

Primo appuntamento è martedì 18 luglio alle 21,30 con un regalo di compleanno speciale di Andrea Barbi, Andrea Mingardi e Marco Ligabue: nell’ambito della kermesse I Giardini d’estate, infatti, gli artisti hanno voluto donare al Policlinico il loro spettacolo SALUTAMI IL MARZIANO. All’evento – che sarà trasmesso in diretta su una tv locale – parteciperà anche il maestro Maurizio Tirelli.
La scelta della data di luglio non è casuale: il 17 luglio del 1963, infatti, alle ore 8,30 nacque il primo bambino al Policlinico, mentre l’Ostetricia stava ancora terminando il trasferimento. Poco prima, alle 7, era nato l’ultimo bambino all’Ospedale Sant’Agostino.
Un convegno per parlare di sessanta anni di sanità modenese
La festa dei Giardini Ducali aprirà una serie di iniziative che vogliono valorizzare il passato con lo sguardo rivolto al futuro: il 28 ottobre l’Aula Magna del Centro Didattico Interdipartimentale della Facoltà di Medicina e Chirurgia ospiterà il Convegno Policlinico di Modena, 60 anni nel cuore della Sanità modenese; a partire dal 24 novembre sino al 4 febbraio, il Complesso San Paolo ospiterà una mostra non solo fotografica sulla storia edilizia, scientifica, tecnologica e umana dell’ospedale.

Oggetti e fotografie per rivivere sei decenni
1° dicembre 2023 – 4 febbraio 2024 – Nella prestigiosa sede del Complesso e Chiesa di San Paolo in via Francesco Selmi 67 a Modena si terrà una Mostra fotografica ma anche di oggetti sulla storia dell’Ospedale. La mostra sarà un percorso tra i vari aspetti: edilizia, urbanistica, storia della Sanità, evoluzione scientifica e di costume, con uno sguardo sul futuro. La scelta del Complesso San Paolo è motivata anche dalla possibilità di avere a disposizione il chiostro e un’altra sala dove predisporre momenti seminariali aperti alla cittadinanza per trattare temi correlati, con la formula del Caffè scientifico.