Sanità

Prendersi cura del paziente pneumologico cronico e della sua famiglia: apprendimento con il paziente e caregiver

Un progetto di Umanizzazione dell’AOU di Modena

Prendersi cura del paziente pneumologico cronico e della sua famiglia: apprendimento con il paziente e caregiver

Prendersi cura del paziente pneumologico cronico e della sua famiglia: apprendimento con il paziente e caregiver: Questo è il nuovo progetto di umanizzazione delle cure varato dall’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena che nasce dalla consapevolezza che i pazienti e i familiari che vivono l’esperienza di malattia e le problematiche legate ai limiti quotidiani causati dalla malattia possono integrare il sapere medico.

Prendersi cura del paziente pneumologico e della famiglia

MODENA – Il progetto  ha previsto l’organizzazione della prima edizione di un corso organizzato dalle Malattie dell’apparato Respiratorio dell’AOU di Modena (diretta dal prof. Enrico Clini, Responsabile scientifico del progetto) in collaborazione con la Psicologia Ospedaliera (diretta dalla dottoressa Marisa Pugliese) e il laboratorio EduCare della Facoltà di Medicina di UNIMORE (diretto dalla prof.ssa Maria Stella Padula) come centro di formazione e ricerca con i pazienti formatori, con l’obiettivo di integrare il sapere esperienziale del paziente formatore al sapere tecnico dei curanti.

Un corso per specialisti

Il corso è destinato a Medici dirigenti e in formazione specialistica; personale infermieristico e OSS. Nello specifico, la prima edizione ha coinvolto Dirigenti Medici, medici in formazione specialistica, infermieri, OSS, che hanno avuto come docenti un pedagogista, Prof. Alessandro D’Antone, membro del Consiglio direttivo del Lab EduCare (Docente Pedagogista di DESU, Dipartimento di Educazione e Scienze umane, UNIMORE), Pazienti e Caregiver formatori, Psicologo clinico (Psicologia Ospedaliera AOU di Modena). L’iniziativa formativa si è svolta presso l’AOU di Modena.

Tre moduli

Il Corso ha previsto tre moduli durante i quali, sotto la supervisione dei docenti, i professionisti sanitari hanno potuto analizzare le narrazioni delle diverse esperienze di pazienti e di familiari dei pazienti per estrapolare la dimensione problematica della comunicazione, gli spazi della relazione, i ritmi e i tempi della comunicazione, le regole e le fasi dell’interazione, le strategie utilizzate, mettersi in gioco loro stessi con loro narrazioni con esperienze di cura come curanti, condividendo l’importanza della relazione e della comunicazione della diagnosi, e costruendo, infine, una vera e propria simulazione dell’esperienza delle buona pratiche apprese, da inserire nella loro cassetta degli attrezzi come professionisti.