Garantire l’accesso alle cure anche alle persone più fragili e difficili da intercettare attraverso i percorsi ordinari del Servizio sanitario. È questo l’obiettivo dell’ambulatorio medico Centro Salute del Migrante e del Senza Dimora dell’associazione di volontariato Porta Aperta, inaugurato lunedì 19 ottobre 2026 nei locali messi a disposizione dalla Parrocchia di Braida, in via Braida 279 a Sassuolo.
Nasce un ambulatorio medico per le persone più vulnerabili
SASSUOLO – L’ambulatorio nasce per offrire un punto di riferimento sanitario alle persone presenti sul territorio del Distretto di Sassuolo che, per la propria condizione anagrafica o amministrativa, non possono accedere all’assistenza del medico di medicina generale. Tra i destinatari ci sono cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno, richiedenti asilo ospitati nei Centri di accoglienza straordinaria (CAS) del Distretto di Sassuolo e della montagna, cittadini italiani senza fissa dimora e persone che hanno perso la residenza.
Iniziativa
L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato dall’Azienda USL di Modena con l’associazione Porta Aperta di Modena con analoghe esperienze realizzate a Modena e Carpi, sviluppando anche nel Distretto di Sassuolo una collaborazione tra servizi sanitari, istituzioni, realtà ecclesiali e volontariato per intercettare persone che rischiano di rimanere ai margini della rete di assistenza. L’obiettivo è favorire un accesso precoce alle cure e accompagnare le persone verso i servizi più appropriati, contribuendo al tempo stesso a una maggiore tutela della salute dell’intera comunità.
Porta aperta
La struttura sarà gestita da personale volontario di Porta Aperta – 15 volontari, tra medici e addetti all’accoglienza – in collaborazione con l’Ausl, attraverso il Distretto di Sassuolo, e con l’Unione dei Comuni del Distretto Ceramico. La Parrocchia di Braida, d’intesa con la Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla, ha messo a disposizione i locali che ospiteranno l’attività. È inoltre prevista la collaborazione con le altre parrocchie dell’Unità Pastorale di Sassuolo e con le associazioni di volontariato del territorio. Tra i sostenitori dell’iniziativa figurano il Lions Club Sassuolo e l’Associazione Balestrazzi&Barozzi.
Tre direttrici
L’attività si svilupperà lungo tre direttrici: assistenza medica di base, con prestazioni analoghe a quelle garantite dai medici di medicina generale; tutela e orientamento, attraverso l’accompagnamento nelle procedure per l’ottenimento della tessera sanitaria temporanea STP (Straniero Temporaneamente Presente) e nell’accesso ai servizi sanitari e sociali; presa in carico, con l’accompagnamento nel percorso di cura e l’organizzazione di visite, esami e ulteriori prestazioni necessarie.
Approccio
Accanto alla risposta sanitaria, i volontari di Porta Aperta potranno accompagnare le persone anche nell’accesso alla rete sociale e territoriale, mettendole in contatto con i servizi e le realtà che possono rispondere a ulteriori necessità, dall’accoglienza abitativa alla mensa, dal lavoro alle pratiche legate al soggiorno. Un approccio integrato che punta a costruire un percorso di cura intorno alla persona, a partire dall’ascolto e dall’accoglienza.