Concordia sulla Secchia

Al Modena Belcanto Festival un omaggio a Tutto Verdi con la danza

Anche se poco studiato Giuseppe Verdi ebbe con il balletto un rapporto lungo quasi mezzo secolo

Al Modena Belcanto Festival  un omaggio a Tutto Verdi con la danza

Venerdì 2 ottobre 2026  alle ore 20.30, al Teatro del Popolo di Concordia sulla Secchia, il Modena Belcanto Festival prosegue il proprio percorso intorno alla voce sconfinando in un territorio meno frequentato dell’opera verdiana: la danza.

Al Modena Belcanto Festival un omaggio a Tutto Verdi con la danza

CONCORDIA SULLA SECCHIA  – Viva Verdi è il titolo dello spettacolo proposto dal Balletto di Milano, e realizzato in collaborazione con ATER Fondazione. Le coreografie di Agnese Omodei Salè e Federico Veratti attraversano alcune delle partiture nelle quali Giuseppe Verdi affidò al movimento, al ritmo e al colore orchestrale una funzione tutt’altro che accessoria. Dal Trionfo di Aida ai ballabili di Macbeth e Otello, dai preludi dei Masnadieri e di Attila fino alla Traviata, a Nabucco e alle Quattro stagioni dei Vespri siciliani, il lavoro ricompone in forma coreografica un versante della scrittura verdiana che la fortuna prevalentemente vocale e drammatica del compositore ha a lungo lasciato in secondo piano.

Un lungo rapporto

Eppure, Verdi ebbe con il balletto un rapporto lungo quasi mezzo secolo. Tra il 1847 e il 1894 compose otto partiture coreutiche per le rappresentazioni francesi delle proprie opere, confrontandosi con quella tradizione del grand opéra che all’Opéra di Parigi assegnava alla danza un posto essenziale nella costruzione dello spettacolo. Ma proprio entro quella convenzione Verdi finì per trasformarne le regole: progressivamente il balletto smette di essere parentesi ornamentale o semplice divertissement e acquista consistenza musicale autonoma, attraverso una scrittura orchestrale sempre più ricca, una forte caratterizzazione timbrica e una costruzione capace di svilupparsi secondo principi propriamente sinfonici.  Viva Verdi nasce da questa materia e ne mette in evidenza la varietà. Il Ballabile aggiunto a Macbeth per Parigi nel 1865 segna uno dei momenti decisivi di questa evoluzione. Quasi trent’anni dopo, nel Ballabile composto per l’Otello parigino del 1894, sei differenti tipi di danza vengono riuniti in un unico arco musicale, senza la rigida separazione dei numeri tradizionali. Il percorso trova il proprio sviluppo più ampio nelle Quattro stagioni, il grande divertissement composto per la prima francese dei Vespri siciliani all’Opéra di Parigi nel 1855 e posto a conclusione dello spettacolo. A misurarsi con questo repertorio è, dunque, il Balletto di Milano, compagnia che nella propria storia ha costruito un rapporto costante fra tradizione accademica, repertorio neoclassico e nuove scritture coreografiche. Diretto dal 1998 da Carlo Pesta,  il Balletto conta oltre cento spettacoli a stagione e una lunga presenza nei teatri e nei festival italiani e internazionali.