Sabato 10 ottobre 2026 alle ore 18.00, al Castello Campori di Soliera inaugura la mostra Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico, curata da Andrea Tinterri e Ilaria Sgaravatto.
Arnaldo Pomodoro in cento scatti originali
SOLIERA – In occasione del centenario della nascita dell’artista, che vede la sua opera al centro di numerose iniziative, questa mostra sceglie una prospettiva inedita, affidando alla fotografia il compito di raccontarne l’opera e la ricerca. Al centro dell’esposizione è il patrimonio fotografico dell’archivio della Fondazione Arnaldo Pomodoro, presentato per la prima volta attraverso una selezione di cento stampe originali, realizzate tra gli anni Sessanta e gli anni Novanta.
Tre opere significative
In dialogo con tre significative opere scultoree — Disco solare (1989-1990) e gli studi per Progetto per il nuovo cimitero di Urbino (1973) e The Pietrarubbia group (1975) — gli scatti di Ugo Mulas, Maria Mulas, Mario Dondero, Carlo Orsi, Gianfranco Gorgoni, Giuseppe Pino, Paolo Monti e Ted Drzyzga restituiscono non solo la trasformazione della materia nel processo creativo, ma anche il rapporto con lo spazio pubblico e con quello espositivo di gallerie e altre istituzioni che nel tempo hanno accolto il lavoro di Arnaldo Pomodoro.
Una scultura nella strada
Ne sono un esempio le fotografie di Ugo Mulas dedicate alla mostra Una scultura nella strada del 1970, nella piazzetta della Libreria Internazionale Einaudi a Milano, dove alcuni bambini, giocando con l’opera, sembrano riattivarla e trasformarla in uno spazio abitabile, restituendone pienamente il carattere anti monumentale. Un rapporto altrettanto diretto col pubblico emerge negli scatti di Giuseppe Pino realizzati in occasione della prima mostra antologica dell’artista alla Rotonda della Besana nel 1974: anche qui, sono soprattutto i più giovani a essere ritratti in un rapporto spontaneo con le sculture, che entrano così a far parte di un’esperienza quotidiana e famigliare, affrancandosi dal severo rigore del monumento.
Processo creativo
Il racconto fotografico non si limita tuttavia alla relazione tra le opere e i luoghi che le accolgono, ma segue anche l’intero processo creativo, soffermandosi sulla metamorfosi della materia e sul suo progressivo divenire opera. Dall’archivio emerge infatti la volontà costante dell’artista di documentare per immagini il proprio lavoro di scultore in tutte le sue fasi: dalla modellazione alla lavorazione in fonderia, fino alla collocazione dell’opera nello spazio pubblico. Una sequenza di passaggi che la fotografia non si limita a registrare, ma contribuisce a restituire come parte integrante del processo creativo.
Album fotografici
Di particolare interesse sono inoltre alcuni grandi album fotografici mai esposti prima, con immagini selezionate e ordinate dallo stesso Pomodoro, che testimoniano la costruzione di una precisa identità e, al tempo stesso, una consapevole rilettura della propria ricerca: le fotografie ripercorrono gran parte del lavoro dello scultore, dal 1954 al 1970, componendo una sorta di autobiografia per immagini e restituendo una puntuale revisione della sua pratica artistica.
Biografia
Arnaldo Pomodoro nasce nel 1926 a Morciano di Romagna nel Montefeltro e vive la sua infanzia e la sua formazione a Pesaro. Nel 1954 si trasferisce a Milano, città che in quel momento rappresentava il centro dei movimenti artistici di avanguardia e che l’artista non lascerà più fino alla sua scomparsa nel 2025. Le sue opere sono presenti in spazi urbani e in parchi sculturali in Italia e all’estero e nelle raccolte pubbliche più importanti al mondo. Numerosissime sono le sue esposizioni: da quelle alla Rotonda della Besana di Milano nel 1974 e al Forte di Belvedere di Firenze nel 1984, fino a quelle a Parigi nei Giardini del Palais-Royal nel 2002 e nel centro cittadino di Lugano nel 2004; mostre itineranti si sono inoltre svolte in Europa, America, Australia e Giappone. Ha insegnato nei dipartimenti d’arte della Stanford University, dell’University of California a Berkeley e del Mills College a Oakland. Nel 1990 ha istituito a Pietrarubbia, nelle Marche, il Centro TAM (Trattamento Artistico dei Metalli), scuola di perfezionamento nella scultura, nel gioiello e nel design. Da sempre affianca alla scultura l’opera di scenografo, svolta nei massimi teatri italiani ed europei. Tra i premi che gli sono stati conferiti spiccano quello nel 1963 alla Biennale di San Paolo, nel 1964 alla Biennale di Venezia, uno dei sei premi internazionali del Carnegie Institute nel 1967, e nel 1990 il Praemium Imperiale per la scultura istituito dalla Japan Art Association. Nel 1992 il Trinity College dell’Università di Dublino gli ha conferito la Laurea in Lettere honoris causa e nel 2001 l’Università di Ancona quella in Ingegneria edile – Architettura.
Arnaldo Pomodoro, un racconto fotografico
A cura di Andrea Tinterri e Ilaria Sgaravatto
10 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027
Castello Campori | Piazza Fratelli Sassi 2, Soliera (MO)
Mostra promossa da: Fondazione Campori e Comune di Soliera
In collaborazione con: Fondazione Arnaldo Pomodoro
Con il contributo di: Regione Emilia-Romagna e Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi
Con il sostegno di: Veca ed Euromat Srl
Opening: 10 ottobre 2026, ore 18.00
Orari: sabato e domenica 10:00 – 13:00 / 14:30 – 19.30
Ingresso: libero
Sito web: www.solieracastelloarte.it