Costi insostenibili

Caro carburanti e distributori "furbetti": a Modena sei pompe a prezzi gonfiati

Sulle barricate Federconsumatori: "Ridurre le accise e aumentare i controlli"...

Caro carburanti e distributori "furbetti": a Modena sei pompe a prezzi gonfiati
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Da un lato i clienti, i cittadini comuni, le difficoltà nel fare il pieno della propria automobile a causa dei costi insostenibili del carburante. Dall'altra i distributori di benzina, che in diversi casi (almeno quelli individuati dalle Forze dell'ordine, nella sola Modena ben sei) hanno venduto carburante a prezzo più alto rispetto a quello comunicato dall'Osservatorio del Mise. E poi le associazioni a tutela dei consumatori, come Federconsumatori, che lanciano l'allarme per evitare che qualcuno approfitti della situazione per speculare. Una situazione complessa quella che stiamo vivendo sul fronte dei carburanti, sulla quale serve una riflessione profonda.

Caro carburanti e distributori "furbetti": a Modena sei pompe a prezzi gonfiati

Il Governo è al lavoro per ridurre l'impatto dell'aumento del costo dei carburanti nelle tasche delle famiglie italiane. Ma secondo quanto previsto, uno "sconto" di 15-20 centesimi sarebbe una misura insufficiente. A dirlo è stata Federconsumatori in un comunicato ufficiale, nel quale spiega, al netto della situazione emergenziale, quale potrebbe essere una strategia "vincente" per uscire dalla crisi. Crisi che diventa anche occasione per i furbetti di speculare. A Modena, per esempio, nell'ambito di alcuni controlli da parte delle forze dell'ordine, ben sei pompe erogavano carburante a costi superiori rispetto a quanto comunicati dal Governo.

Federconsumatori: "Sconto insufficiente, ridurre le accise"

"Il Governo è al lavoro per trovare una soluzione in merito alla tassazione degli extra profitti delle società che hanno aumentato notevolmente i propri introiti. A copertura dei tagli sui prezzi dei carburanti contribuirà anche l’extra gettito dell’IVA che si è accumulato nel corso degli ultimi mesi in modo da ridurre le accise che gravano sul prezzo dei carburanti, che ammontano a 0,728 centesimi di Euro per la benzina e 0,617 centesimi di Euro per il gasolio.

Sulle accise, è opportuno ribadirlo, viene applicata anche l’IVA, generando introiti di una doppia tassazione per l’Erario. Solo per l’Imposta sul Valore Aggiunto sui carburanti, negli ultimi tre mesi, lo Stato avrebbe incassato, secondo le stime dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, circa 799 milioni di Euro in più.

Appare evidente che i 15-20 centesimi di sconto allo studio da parte del Governo sono ancora del tutto insufficienti a fronte dei forti rincari subiti dai cittadini e dei grandi proventi incamerati dallo Stato.

A nostro avviso c’è margine per fare di più, per un taglio doppio, di almeno 30 centesimi al litro, con un risparmio di circa 360 Euro annui per automobilista (singolo o famiglia che consumi 100 litri di carburante al mese, pari a circa 2 pieni di benzina).

Inoltre, è fondamentale mettere in atto ogni sforzo per contrastare le speculazioni in atto. È bastata l’apertura di una indagine da parte della Procura della Repubblica di Roma per determinare, già nella notte, un lieve ritocco al ribasso di alcuni listini. Oggi anche l’Antitrust, con l’ausilio della Guardia di Finanza, ha avviato approfondite indagini sulle dinamiche di determinazione dei prezzi da parte delle compagnie petrolifere, per “un’eventuale violazione delle norme in materia di abuso di posizione dominante o di intese restrittive della concorrenza”.

In tal senso riteniamo opportuna l’attivazione di osservatori prefettizi sui prezzi dei carburanti, per monitorarne l’andamento e smascherare fenomeni speculativi".

A Modena i furbetti del carburante...

Applicavano ai clienti un prezzo del carburante più alto di quello dichiarato al ministero dello Sviluppo economico (Mise), violando così la normativa sulla trasparenza. Per questo motivo sei distributori di carburante attivi in città sono stati sanzionati dalla Polizia locale di Modena per un valore complessivo di oltre 6mila euro.

I gestori degli impianti di distribuzione di carburante, infatti, devono comunicare al Mise i prezzi praticati per tutte le tipologie di carburanti (benzina, gasolio, gpl e metano) e per tutte le forme di vendita (con priorità per la modalità self service, se attiva durante l’intero orario di apertura) ai fini della pubblicazione sul sito web dell’osservatorio prezzi del Mise (https://carburanti.mise.gov.it). La piattaforma digitale con i prezzi del carburante costituisce uno strumento di trasparenza al consumatore, che può per esempio orientarsi verso uno o l’altro distributore anche in base alla convenienza economica.

In questo contesto si sono sviluppati i nuovi accertamenti sulle pompe di carburante di Modena effettuati, nella mattinata di venerdì 11 marzo, dal Nucleo antievasione tributi della Polizia locale. Gli operatori del comando di via Galilei hanno compiuto controlli a campione su 35 dei 71 distributori di carburante e dalle verifiche sui prezzi erogati, confrontati con quelli dichiarati dagli stessi distributori al Mise, sono emerse appunto le difformità sui costi. In tutti i casi il prezzo offerto realmente alla pompa risultava più alto di quello trasmesso al ministero.

Nel dettaglio, un distributore pubblicizzava e vendeva il metano a 3,358 euro, mentre la comunicazione al Mise risultava a 2,368 euro: quindi il 41 per cento in meno. Un altro distributore commercializzava la benzina self service alla pompa a 2,149 euro, un euro in più della tariffa pubblicizzata al Mise (1,149 euro). Ciascuno dei distributori che presentavano questa irregolarità riceverà un verbale da 1.032 euro, per un totale perciò di 6.192 euro.

Dagli accertamenti, inoltre, è emerso che in tre impianti era oscurata con nastro adesivo nero la terza cifra decimale dei tabelloni dei prezzi collocati a margine della strada e visibili dagli automobilisti. In due circostanze la terza cifra “nascosta” era un 9 e in un’altra un 4. Nonostante la normativa permetta di esporre i costi conferendo minor evidenza alla terza cifra decimale (per esempio rendendo questo numero, dal punto di vista grafico, più piccolo delle altre cifre), infatti, con questo stratagemma l’oscuramento modificava in maniera sostanziale la percezione del prezzo da pubblicizzare al consumatore. Su questi tre distributori sono in corso ulteriori accertamenti.

Oltre a sottolineare l’importanza del servizio offerto dall’osservatorio del Mise, la Polizia locale ricorda ai cittadini anche “di verificare che il prezzo pubblicizzato sui cartelli corrisponda effettivamente a quello riportato sul display della pompa, a conferma della corretta applicazione dello stesso”. Eventuali anomalie si possono segnalare al Nucleo antievasione tributi (059-2033757). Lo scorso novembre un accertamento analogo a quello effettuato nei giorni scorsi aveva fatto emergere irregolarità in 12 distributori su 27 controllati.

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