“Le dichiarazioni di Augusto Ciarrocchi ( presidente di Confindustria Ceramica ndr) non possono cadere nel vuoto. L’economia di guerra presenta il conto a lavoratori e imprese. Servono risposte immediate”. Così i segretari generali delle Camere del lavoro di Modena e Reggio Emilia Alessandro De Nicola e Cristian Sesena intervengono sulla crisi che sta attraversando uno dei comparti industriali più importanti del territorio che ha ormai dimensioni tali da richiedere una risposta politica e istituzionale all’altezza della situazione.
Sono almeno 30 mila le persone coinvolte dalla crisi dal comparto ceramico
Tra le province di Reggio Emilia e Modena sono almeno 30.000 i lavoratori direttamente coinvolti dalla crisi del comparto ceramico tra dipendenti diretti e della filiera collegata fatta di lavoratori interinali, in appalto e dell’indotto. Un sistema produttivo strategico per l’economia emiliana, che oggi deve fare i conti con una combinazione di fattori, tra cui prezzo del gas e concorrenza di produttori esteri, che rischia di aggravare ulteriormente una situazione già difficile.

Fasi di difficoltà
“Non possiamo limitarci a registrare le difficoltà delle imprese o a prendere atto degli effetti che la crisi sta producendo sugli ordinativi e sulla produzione – dichiarano Alessandro De Nicola e Cristian Sesena, rispettivamente segretario generale della Cgil di Modena e segretario generale della Cgil di Reggio Emilia unitamente alle categorie provinciali di Modena e Reggio Emilia della Filctem Cgil – Quando un settore che coinvolge almeno 30.000 lavoratori in uno specifico distretto a cavallo tra Reggio Emilia e Modena entra in una fase di difficoltà, la questione diventa immediatamente politica e sociale. Il problema è urgente e va affrontato”.
Occupazione
Per le due Camere del Lavoro il rischio è che le conseguenze delle tensioni internazionali e delle scelte di politica economica sbagliate da parte del Governo ricadano ancora una volta sul lavoro e sui territori.
“A rischio, oltre alla tenuta del futuro industriale e degli investimenti – sottolineano ancora i dirigenti sindacali delle due Camere del lavoro – è anche il futuro dell’occupazione e dei salari di lavoratrici e lavoratori coinvolti, in uno dei comparti che costituisce una delle filiere più importanti della nostra economia. Per questo la politica deve battere un colpo”.
Misure strutturali
“A battere un colpo deve essere anche il Governo mettendo in campo misure strutturali a sostegno delle politiche industriali, che la prossima legge di bilancio sia l’occasione per poterlo finalmente fare. Se non è l’Europa a poter dare risposte al prezzo del gas, che la risposta la dia il Governo italiano”.
Nella foto di copertina: Alessandro De Nicola