L'iniziativa

Duecento modenesi alla iniziativa di Coldiretti al Brennero

Sono stati in dieci mila gli agricoltori presenti al Brennero per cambiare il codice doganale che ruba 20 Mld agli agricoltori

Duecento modenesi alla iniziativa di Coldiretti al Brennero

Duecento modenesi alla iniziativa di Coldiretti al Brennero.

Duecento modenesi alla iniziativa di Coldiretti al Brennero

MODENA – “Gli agricoltori potrebbero recuperare almeno 20 miliardi di euro se venisse modificata la norma dell’ultima trasformazione sostanziale nell’attuale codice doganale, che in questa difficile fase potrebbero contribuire a mitigare l’effetto dei rincari dei costi di produzione e combattere gli aumenti dei prezzi al consumo. A causa della guerra in Iran energia, gasolio e concimi sono andati alle stelle ed è complicato anche l’approvvigionamento, mettendo a rischio le semine e la produzione alimentare e aprendo le porte a un incremento della presenza di alimenti ultra-trasformati.”

È l’analisi della Coldiretti al Brennero in occasione della mobilitazione di diecimila agricoltori provenienti da tutte le regioni d’Italia, insieme al presidente Ettore Prandini e al segretario generale Vincenzo Gesmundo.  Al Brennero presente anche una delegazione di 200 agricoltori modenesi accompagnati dal presidente Luca Borsari e dal direttore Marco Zanni.

Con il Brennero – sottolinea il presidente di Coldiretti Modena prosegue un percorso di che vede al centro la madre di tutte le battaglie sindacali: la revisione della normativa sull’ultima trasformazione sostanziale nel codice doganale, un meccanismo che penalizza il lavoro agricolo nazionale e altera profondamente la trasparenza del mercato. Una distorsione che indebolisce il sistema produttivo e inganna i consumatori.”

Filiera strategica

L’agroalimentare rappresenta una filiera strategica per il Paese, che vale 707 miliardi di euro e garantisce 4 milioni di posti di lavoro, ed è proprio per difendere questo patrimonio che siamo qui oggi – spiega il direttore Marco ZanniNon si tratta solo di contributo al Pil, ma di presidio economico, sociale e occupazionale sui territori, che non può più essere esposto agli effetti distorsivi del codice doganale. Oggi assistiamo a meccanismi che alterano la concorrenza, comprimono il reddito degli agricoltori e compromettono l’immagine del vero Made in Italy. Per questo è fondamentale rafforzare strumenti come i contratti di filiera, che rappresentano una risposta concreta per garantire equità lungo tutta la catena del valore, dando stabilità alle imprese agricole e costruendo un rapporto più equilibrato con il mondo della trasformazione.