La protesta

I precari e i lavoratori del settore cultura scendono in sciopero con presidio a Bologna

Tra le principali rivendicazioni figurano l'introduzione di salari dignitosi e compensi equi anche per il lavoro autonomo, il superamento delle false partite Iva, dei contratti pirata e del ricorso improprio agli appalti, attraverso processi di stabilizzazione e reinternalizzazione delle attività

I precari e i lavoratori del settore cultura scendono in sciopero con presidio a Bologna

Salari adeguati, contrasto alla precarietà, maggiori assunzioni pubbliche e più investimenti per il settore culturale. Sono le richieste che accompagnano lo sciopero nazionale proclamato dai sindacati Fp e Nidil Cgil per  venerdì 12 giugno 2026 delle lavoratrici e dei lavoratori del Ministero della Cultura (Gallerie Estensi, Archivio di Stato) e degli enti che applicano il Ccnl Federculture (Fondazione Ago Modena Fabbriche Culturali, Fondazione Campori di Soliera, Fondazione Scuola di musica Carlo e Guglielmo Andreoli di Mirandola e Officine musicali di Nonaginta srl).

I precari e i lavoratori del settore cultura  in sciopero

Lo sciopero di venerdì 12 giugno sarà accompagnato da iniziative e presidi in diverse città italiane, per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulle condizioni di lavoro dei lavoratori della cultura e sulla necessità di un cambio di rotta nelle politiche di settore.
La delegazione modenese parteciperà al presidio organizzato dalla Fp Cgil di Bologna, dalle ore 10 alle ore 12 davanti all’Arena del Sole in via Indipendenza.

Rivendicare

La giornata sarà l’occasione anche per rivendicare i diritti di tutti i lavoratori che operano negli ambiti culturali, tra cui gli enti locali e le cooperative sociali. In particolare, a Modena si segnala la situazione delle biblioteche, dove da molti anni convivono, in una situazione complicata, lavoratori comunali e quelli in appalto, alimentando il ricorso di contratti a tempo determinato, proprio come sta avvenendo in questi giorni con il rinnovo del bando di gara. Tra le principali rivendicazioni figurano l’introduzione di salari dignitosi e compensi equi anche per il lavoro autonomo, il superamento delle false partite Iva, dei contratti pirata e del ricorso improprio agli appalti, attraverso processi di stabilizzazione e reinternalizzazione delle attività.