i provvedimenti

Infestazioni da cavallette in Emilia Romagna: gli interventi della Regione

L'assessore Mammì: “Pronte diverse strategie di intervento anche con uso di droni per il monitoraggio e per i trattamenti localizzati".

Infestazioni da cavallette in Emilia Romagna: gli interventi della Regione
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Nei giorni scorsi si è tenuto un Comitato fitosanitario per affrontare nello specifico le infestazioni di cavallette localizzate in Emilia-Romagna e l'emergenza vera e propria della Sardegna.

La Regione Emilia Romagna

Interventi diretti e soprattutto una precisa mappatura delle zone infestate dalle cavallette così da individuare i focolai e le ‘grillarè, cioè i luoghi in cui l’insetto depone le uova.

Boom di cavallette nella regione

E’ quanto emerso dal Comitato fitosanitario nazionale tenutosi nei giorni scorsi, durante il quale è stato fatto un aggiornamento sulle infestazioni localizzate in Emilia-Romagna, insieme all’emergenza vera e propria della Sardegna, devastata da sciami di grosse locuste che divorano la vegetazione spontanea e le colture.

La locusta chiamata "cavalletta dei prati"

Si tratta di popolazioni di Calliptamus italicus, conosciuta anche come "cavalletta dei prati" una specie autoctona generalmente meno dannosa rispetto a quella che sta creando danni in Sardegna, ovvero il Dociostaurus maroccanus, grossa locusta estremamente vorace che quando presente in gran numero distrugge enormi quantità di piante coltivate e spontanee che incontra nel suo percorso.

L'assessore Mammì: “Pronte diverse strategie di intervento anche con uso di droni "

“Nel recente Comitato fitosanitario nazionale abbiamo illustrato – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi- le diverse strategie di intervento, che prevedono anche l’uso di droni per il monitoraggio e per i trattamenti localizzati, che potranno essere autorizzate dal Ministero della Salute”.

I principali interventi saranno di carattere preventivo come la lotta meccanica per distruggere le ooteche (l’involucro in cui sono contenute le uova deposte dalle cavallette) con lavorazioni superficiali, come l’erpicatura, nel periodo autunno-invernale e comunque entro aprile, esponendo le uova agli agenti atmosferici e ai predatori. Interessante in prospettiva potrebbe essere l’impiego localizzato di volatili predatori come le faraone che anche nel passato hanno contribuito al controllo delle infestazioni di cavallette in prossimità dei centri aziendali.

A Meldola in corso una nuova sperimentazione

Nelle zone infestate, prevalentemente destinate a colture foraggere biologiche, sono già in corso prove di campo per individuare i più efficaci trattamenti bio utilizzabili su erba medica. Nel territorio di Meldola è in corso, grazie alla disponibilità di una società specializzata nella produzione di questo tipo di agrofarmaci, una sperimentazione di campo per verificare l’efficacia di un nuovo formulato a base di funghi entomopatogeni che potrebbe avere un’autorizzazione per uso eccezionale già a partire dall’autunno prossimo.

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