Crisi senza fine?

Le edicole continuano a sparire: in dieci anni sono calate del 30 per cento

A Modena e provincia si è passati da 214 imprese attive nel 2012 a 147 nel 2022

Le edicole continuano a sparire: in dieci anni sono calate del 30 per cento
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Le edicole continuano a sparire. A Modena e provincia si è passati da 214 imprese attive nel 2012 a 147 nel 2022. In dieci anni si sono perse ben 67 edicole, il 30%. Il dato più critico resta quello di Modena città, dove si è passati da 75 imprese nel 2012 a 48 nel 2022 (dati camerali).

Si comprano meno quotidiani cartacei

A pesare sulle rivendite dei giornali, ovviamente, è la crisi dei quotidiani cartacei, innescata dalla concorrenza dell'informazione online. Ma i nuovi canali digitali di vendita hanno messo in crisi anche le vendite di collaterali dei quotidiani e altri prodotti - dai dvd alle figurine, passando per bustine giocattolo e cartoline - da cui molti giornalai ricavavano una parte rilevante del proprio fatturato.

In Emilia Romagna ne sono nate solo 8

In questi anni si è assistito al crollo delle nascite di nuove edicole. In Emilia-Romagna, regione da quasi 4,5 milioni di abitanti, ne sono nate soltanto 8. In Italia attualmente è presente un'edicola ogni 5mila abitanti, un fattore che contribuisce ulteriormente alla crisi di vendita dei quotidiani, che hanno maggiori difficoltà a raggiungere il pubblico.

Un presidio culturale

Questo porta inesorabilmente ad una progressiva ed inevitabile desertificazione culturale: le edicole svolgono infatti un ruolo importante come presidio culturale in molte comunità e contribuiscono alla promozione della lettura, fornendo accesso a una varietà di materiale stampato. Proprio per il loro valore come presidio sul territorio, le edicole abbandonate sono state oggetto di interventi di riconversione e riqualificazione, dedicandosi, ad esempio, alla somministrazione.

Sempre più "irregolari"

Ma accanto a casi virtuosi, si registra anche un aumento delle attività irregolari. Un fenomeno che si può notare soprattutto nei centri storici delle città turistiche, dove molti chioschi tradizionali vendono souvenir e altro, senza rispettare l'obbligo di dedicare almeno metà della superficie di vendita ai quotidiani.

Le edicole rischiano di fare la fine delle cabine del telefono

"Una crisi che va avanti da oltre dieci anni e che ha risentito della mancanza di  interventi organici e strutturali a sostegno delle edicole, che oggi rischiano - come dicevamo anni fa - di fare la fine delle cabine telefoniche, dimenticate e ormai in disuso - spiega Fenagi (Federazione Nazionale Giornalai) Confesercenti Modena. Cosa che non deve succedere con le edicole, che sono punti vendita di prossimità oltre che presidi culturali e sociale e quindi, se vogliamo che queste imprese continuino a esistere, serve una legge ad hoc che affronti la questione in tutti i suoi aspetti.

Alcune proposte

Innanzitutto, abbassando la quota di superficie di vendita da dedicare obbligatoriamente ai giornali, che non deve essere minima, ma realistica. Servono anche interventi fiscali, dalla gratuità del suolo pubblico a misure a favore del ricambio generazionale della rete, con sconti contributivi per i giovani che aprono nuove attività e agevolazioni per chi investe in nuovi servizi.

È necessario che il Governo intervenga al più presto stabilendo un credito di imposta per le spese sostenute per l'attività che diventi strutturale. Infine, c'è la necessità di incrementare il fondo per l'editoria e una nuova rottamazione delle licenze.

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