Confconsumatori sta ricevendo varie richieste da parte di tanti piccoli azionisti degli istituti interessati dall’Opas lanciata domenica 7 giugno 2026 da Intesa che vogliono comprendere se e in che cosa l’offerta sia per loro vantaggiosa o meno.
Opas Intesa San Paolo e Unipol Bper su Monte Paschi
L’offerta prevede che per ogni azione Mps sia assegnato un corrispettivo composto da 1,6 azioni ordinarie di nuova emissione Intesa Sanpaolo e in più da una componente in denaro pari a 1 euro. Ai prezzi di mercato del 5 giugno, il valore dell’offerta è pari a 10,091 euro per ogni azione MPS, con un premio quindi del 12,5% rispetto all’ultima chiusura di Mps e del 17,4% rispetto alla media del valore dell’azione MPS degli ultimi tre mesi.
Una offerta più elevata
Secondo l’avv. Antonio Pinto, responsabile del settore prodotti finanziari di Confconsumatori: “si tratta quindi di un’offerta più elevata rispetto a quelle registrate per le offerte pubbliche dell’anno scorso. Naturalmente l’eventuale convenienza dipenderà anche dall’andamento futuro del titolo Intesa, perché il corrispettivo è in parte anche azionario. Allo stato, dai termini comunicati non emergono elementi di allarme, fermo restando che ogni valutazione dovrà essere compiuta sul Documento di Offerta che sarà poi approvato da Consob.
Profili di interesse
L’offerta di Intesa contiene profili di interesse anche agli azionisti di Mediobanca, poiché chiarisce infatti che, qualora la fusione tra Mps e Piazzetta Cuccia non fosse ancora completata prima del perfezionamento dell’offerta, allora Intesa, ove ne ricorrano i presupposti, dovrebbe promuovere una successiva offerta obbligatoria sulle azioni Mediobanca, eventualmente non ancora detenute da Siena. Al contrario, se la fusione fra MPS e Mediobanca venisse completata nelle more, allora l’operazione incorporerebbe direttamente il nuovo perimetro unitario Mps-Mediobanca.
Piccoli azionisti
Anche i possibili riflessi sui piccoli azionisti di Generali meritano attenzione. L’operazione potrebbe infatti incidere, sia pure indirettamente, sugli equilibri proprietari della compagnia assicurativa, tenuto conto del ruolo di Mediobanca nell’azionariato di Generali e dell’eventuale nuovo assetto che verrebbe a determinarsi a valle dell’OPAS. In tale prospettiva, l’eventuale ingresso di un soggetto bancario di primaria solidità come Intesa Sanpaolo potrebbe contribuire a una maggiore stabilizzazione degli assetti partecipativi. Resta tuttavia necessario attendere l’esito dell’offerta, il perimetro effettivo dell’operazione e le successive determinazioni degli organi sociali e delle Autorità competenti.
Azionisti Unipol e BPER: è necessario attendere
Per i piccoli azionisti di Unipol e BPER, storica banca di Modena, sarà necessario attendere gli sviluppi dell’operazione e l’esito dell’OPAS promossa da Intesa Sanpaolo su MPS. L’accordo comunicato al mercato prevede infatti che, solo in caso di perfezionamento dell’offerta e al ricorrere delle condizioni previste, Unipol acquisisca, attraverso BPER, un perimetro composto dal marchio MPS e da circa 635 filiali di Banca Monte dei Paschi di Siena. In tale prospettiva, l’operazione potrebbe presentare profili di interesse anche per gli azionisti di Unipol e BPER, poiché consentirebbe un significativo ampliamento della rete distributiva, della base clienti e della capacità di offrire prodotti bancari, finanziari e assicurativi su un perimetro territoriale più esteso. Si tratta, tuttavia, di una valutazione necessariamente prospettica, che dipenderà dal prezzo definitivo, dal perimetro effettivamente trasferito, dalle autorizzazioni delle Autorità competenti, dalla capacità di integrazione della rete MPS nel gruppo BPER-Unipol e dall’andamento complessivo del mercato bancario e assicurativo.
Che cosa potrà accadere
È utile sottolineare anche il dato storico oggettivo che Intesa viene già da varie esperienze positive di aggregazioni (si pensi ad esempio a Veneto Banca, Popolare di Vicenza e UBI).
Tempi medio – lunghi
I tempi saranno medio-lunghi poiché il percorso prevede che, dopo l’assemblea di Intesa che approverà l’aumento di capitale necessario da porre a servizio dell’operazione, occorrerà attendere le autorizzazioni di vigilanza dalla Bce all’Ivass e Banca d’Italia passando per l’Antitrust e il comitato Golden Power, oltre al necessario ok Consob al documento di offerta. Solo dopo l’ottenimento di queste approvazioni vi sarà effettivamente l’avvio del periodo dove ciascun piccolo azionista di MPS potrà decidere se aderire o meno. Solo successivamente ci sarà il passaggio della porzione di Mps a Unipol, prevedibilmente nel 2027.