SPI CGIL, Federconsumatori e CAAF CGIL hanno presentato la quarta edizione del report sul reddito delle pensionate e dei pensionati della provincia di Modena,
Quattrocentomila certificazioni uniche
MODENA – Anche quest’anno la ricerca è resa possibile grazie alle 400.000 certificazioni uniche di pensionati presentate tramite la sede modenese del CAAF, negli anni fiscali 2016-2024, mentre i 730 presentati nel 2025, e riferiti al 2024, sono stati quasi 45.000.
Recuperato il potere d’acquisto del 2016
Il primo dato che emerge conferma che, dopo anni terribili, nei quali chi era in pensione ha pagato vistosamente gli effetti inflattivi, gli adeguamenti dal primo gennaio 2024 (riferiti all’inflazione 2023) hanno significativamente inciso sul recupero del potere d’acquisto del campione. Un recupero che ha consentito di tornare al potere d’acquisto delle pensioni del 2016. Ovviamente tutto questo senza recuperare le forti perdite registrate nel corso degli anni precedenti quando il potere di acquisto aveva subito una contrazione media pari a quasi mille euro. Perdite che si confermano anche nelle dichiarazioni presentate nel 2025 per le pensioni superiori a quattro volte il minimo, a causa di un meccanismo che riduce progressivamente gli adeguamenti.
Oggi il nuovo pensionato è più povero
La seconda notizia si collega alla prima; chi oggi arriva al pensionamento è più povero di chi è andato in pensione negli ultimi vent’anni. Oggi le donne vanno in pensione mediamente a 65,4 anni e gli uomini a 64,2, con una impennata registrata negli ultimi anni. La media nazionale complessiva è di 64,8 anni; l’Emilia-Romagna, con 64,7 è lievemente al di sotto, mentre una Regione come l’Umbria ha già raggiunto, secondo l’INPS, i 67 anni di pensionamento medio. A Modena il dato sulla riduzione dell’assegno per i pensionati “giovani” è evidente; nella fascia 55-65 il reddito reale, in nove anni, è calato di quasi il 20%.
Il 37% dei nuclei familiari è composto da una sola persona
Dalla ricerca emerge inoltre che a Modena 117.000 nuclei familiari sono composti da una sola persona, pari al 37% del dato complessivo. Tra questi sono 50.000 quelli composti da un solo over 65, e dentro questo numero gli over 80 sono 21.000. Nella analisi le spese per l’abitazione, comprensive di acqua, elettricità e gas, rappresentano mediamente il 48% delle spese complessive dell’anziano che abita da solo. Sempre mediamente, per le spese legate alla casa, se ne va il 37% del reddito mensile da pensione.