La ricerca

Rara forma di Epilessia: l’AOU di Modena protagonista di uno studio internazionale

L’equipe coordinata dal prof. Stefano Meletti coordinatrice di uno studio pubblicato su JAMA Neurology insieme a Yale e Parigi

Rara forma di Epilessia: l’AOU di Modena protagonista di uno studio internazionale

L’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, con il Centro Epilessie dell’Ospedale Civile di Baggiovara di Modena, di cui è Responsabile il professor Stefano Meletti, docente UNIMORE, protagonista di uno studio rivoluzionario su alcune forme rare e aggressive di crisi epilettiche, note come NORSE (New-Onset Refractory Status Epilepticus), associate a un danno cerebrale acuto molto più esteso rispetto ad altre forme di stato epilettico.

Rara forma di Epilessia: l’AOU di Modena protagonista di uno studio

MODENA – Lo studio, dal titolo Acute Brain Injury in New-Onset Refractory Status Epilecticus and Etiology-Defined Status Epilepticus è stato pubblicato ieri su JAMA Neurology, una tra le più importanti riviste scientifiche in ambito neurologico. Il Centro Modenese ha coordinato lo studio insieme al NORSE Institute, dell’Università di Yale (Stati Uniti) e all’Università Salpêtrière di Parigi. Ruolo fondamentale nello studio, i cui risultati sottolineano l’importanza di intervenire tempestivamente per limitare le conseguenze neurologiche, lo ha avuto la Neuro-Bio-Banca dell’Ospedale Civile che ha permesso la raccolta, e la successiva analisi, dei campioni provenienti dall’Italia, Stati Uniti, Francia. Oltre al prof. Meletti, per l’Ospedale Civile, tra i firmatari dello studio c’è la dr.ssa Giada Giovannini che ha vinto due progetti di ricerca che hanno consentito di finanziare lo studio: bando di Ricerca Finalizzata giovani ricercatori del 2022 e bando Fondazione LICE 2022

In 40 ospedali

Lo studio è stato condotto tra il 2013 e il 2025 in oltre 40 ospedali tra Stati Uniti, Europa e Canada e ha analizzato diversi gruppi di pazienti: persone con NORSE senza causa identificabile (cNORSE), pazienti con stato epilettico con causa nota, persone con epilessia cronica, soggetti sani. I ricercatori hanno misurato nel sangue e nel liquido cerebrospinale due biomarcatori: neurofilamenti leggeri (NfL), indicatore di danno neuronale, S100B, associato al danno delle cellule gliali. I neurofilamenti sono proteine del neurone che vengono rilasciate quando la cellula subisce un danno. Sono pertanto considerati dei biomarcatori di danno neuronale. Al contrario la proteina S100B è una proteina che si trova negli astrociti e viene rilasciata in condizioni di danno della barriera ematoencefalica e di danno degli astrociti.

E’ più grave

Inoltre, livelli più elevati di NfL erano associati a peggiori condizioni neurologiche alla dimissione. Questi risultati dimostrano che nel NORSE il danno neuronale è più grave e rapido rispetto ad altre condizioni simili, identificano i NfL come un possibile biomarcatore affidabile per monitorare il danno cerebrale in tempo reale, evidenziano una finestra terapeutica molto stretta, nelle prime settimane dalla comparsa della malattia. Lo studio apre la strada a nuovi approcci nella gestione del NORSE, con l’obiettivo di migliorare il monitoraggio dei pazienti, guidare le decisioni terapeutiche, sviluppare strategie neuroprotettive per limitare il danno cerebrale.