Sempre più poveri: in otto anni gli stipendi dei modenesi hanno perso il 12,5 % del potere d'acquisto
Nella Sanità Pubblica l’arretramento salariale è stato del 10,9% in otto anni

È stato presentato il quarto rapporto sui redditi da lavoro dipendente in provincia di Modena, elaborato sui dati della società fiscale della CGIL, largamente il primo Caaf per attività svolta nel territorio.
Sempre più poveri
MODENA - In particolare il rapporto analizza in dettaglio i dati di 43.443 dichiarazioni dei redditi presentate nel corso del 2024, relative all'anno precedente. All'analisi è associato il confronto con la serie storica dei dati, che comprende 334.000 certificazioni nel periodo 2016-2023.
La frana non si ferma, ma rallenta.
L’anno scorso, con il report intitolato “Il crollo”, la Cgil aveva dato conto del violento arretramento del potere d’acquisto dei redditi da lavoro dipendente in provincia di Modena. Dopo il crollo dell’8,1% nel 2022 (dichiarazioni 2023), era lecito - chiarisce il sindacato - attendersi una sorta di contraccolpo, sia a fronte di una attenuazione del dato d’inflazione (passato dall’8,3 del 2022 al 5,7 del 2023) che della ripresa della contrattazione, nazionale ed aziendale.
Differenze
Sul fronte dei numeri del Caaf CGIL non solo questo recupero non è avvenuto, ma nemmeno l’incremento medio è stato sufficiente a recuperare tutta la nuova inflazione del 2023. L’arretramento medio delle retribuzioni, nel 2023 sul 2022, si attesta al -0,1%; un dato però con molte differenze tra territori.
Una perdita del 12,5 per cento
Il confronto sul potere d’acquisto odierno dei salari, rispetto al 2016, è l’elemento rispetto al quale dovrebbero essere interpretate le molteplici crisi della nostra provincia e del suo capoluogo. Consegna una perdita, in otto anni, del 12,5% di potere d’acquisto delle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori modenesi.
Due mensilità
Non siamo lontani dalla perdita di due mensilità - afferma il sindacato - ma bisogna ricordare che anche l’inflazione è classista, e pesa maggiormente sulle famiglie a basso e medio reddito, i cui consumi sono concentrati in aree (il carrello della spesa, gas e luce) dove l’inflazione è stata ed è maggiore. Quelli modenesi sono dati in sintonia col livello nazionale, dove l’ulteriore peggioramento dei redditi da lavoro è stato segnalato dall’Istat pochi giorni fa.
Diversi arretramenti
L’Italia è ultima per retribuzioni trai Paesi del G20, il 23% della popolazione è a rischio di esclusione sociale, aumentano le diseguaglianze. In particolare: nella Scuola Pubblica l’arretramento del potere d’acquisto dei redditi è stato mediamente del 6,2% rispetto al 2016; la perdita è concentrata negli anni fiscali tra il 2019 ed il 2021, anno rispetto al quale l’arretramento di reddito è misurabile addirittura attorno all’8%. Nel Pubblico Impiego l’arretramento salariale è stato del 7,7%, nell’arco degli otto anni esaminati, ma quasi del tutto concentrati negli ultimi due anni. Nella Sanità Pubblica l’arretramento salariale è stato del 10,9% in otto anni. Numeri pesanti, che lo diventano ancora di più se esaminiamo i due gap, di genere ed anagrafico.