A DIG Festival 2026 «Bella Ciao» di Modena si parlerà della crisi dell’informazione nel relazionarsi con le grandi questioni di oggi: emergenza climatica e giustizia sociale, nuovi fascismi e tecnologia, guerra e repressione, democrazia e resistenza, con oltre cento eventi in cinque giorni.
Torna Dig Festival, la rassegna dedicata al giornalismo d’inchiesta
MODENA – Tra gli ospiti più attesi Igor Bezinović, la storica Anna Foa, l’artista francese Mad Meg, la giornalista e scrittrice Paola Caridi; Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla; la Relatrice Speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese; lo scrittore e scienziato Adam Becker; i giornalisti Marco D’Eramo, Daniel Adamson, Giorgio Mottola, Marco Travaglio, Adrienne Fichter, Chiara Francavilla; la direttrice dell’AI Accountability Network del Pulitzer Center Joanna Kao, la direttrice di Arena for Journalism in Europe Brigitte Alfter e molti altri. Una dodicesima edizione ricchissima con proiezioni di inchieste e documentari in anteprima, talk, conferenze e lezioni, concerti, mostre d’arte. Sabato sera l’assegnazione dei DIG Awards e del DIG Pitch «Matteo Scanni» 2026 da parte di una prestigiosa giuria internazionale, presieduta dal pluripremiato regista croato Igor Bezinović.
Punto di riferimento
DIG Festival è un punto di riferimento per reporter, giornalisti di inchiesta, registi e produttori indipendenti ed è un’esperienza unica di approfondimento e informazione anche per il suo pubblico sempre più ampio e generalista: in dodici anni DIG Festival è diventato il più importante festival di giornalismo investigativo in Europa.
Oltre cento eventi
La nuova edizione, dal 23 al 27 settembre, porta a Modena in cinque giorni oltre cento eventi e altrettanti ospiti, con eccezionali rassegne cinematografiche, decine di proiezioni in anteprima, talk, conferenze e lezioni, concerti e mostre d’arte.
Indipendente
DIG Festival è una manifestazione indipendente, i finanziamenti arrivano quasi esclusivamente da soggetti pubblici: nel 2026, da Regione Emilia-Romagna e Film Commission ER, Comune di Modena – City of Media Arts e Fondazione di Modena.
Lectio magistralis
Inaugurazione di DIG Festival 2026: «Bella Ciao»: mercoledì 23 settembre, ore 21:00 Chiesa San Carlo, con Lo spettro del carnefice, lectio magistralis di Paola Caridi.
Inaugurazione DIG Awards 2026: giovedì 24 settembre, ore 19:30 Chiesa San Carlo. Serata di opening «Bella Ciao» con le giurie internazionali, Alberto Nerazzini, Francesca Coin. Ospiti speciali: Vinicio Capossela e Pierpaolo Capovilla.
Cinema e documentari
IG è anche cinema e grandi documentari: per cinque giorni nelle sale dello storico Cinema Astra saranno proiettati i film finalisti nelle cinque categorie video dei DIG Awards, alla presenza degli autori. Per i film fuori concorso, la sezione DIG Extra propone ben undici appuntamenti, molti dei quali in anteprima italiana e con gli autori. Si comincia giovedì 24 con Fiume o morte! di Igor Bezinović, presidente della giuria 2026, che introdurrà il film in dialogo con Alberto Nerazzini e Francesca Coin. Sabato 26 Bezinović torna con la proiezione di Blokada (The Blockade), seguita da una sua masterclass in dialogo con Andrea Segre. Venerdì 25 è la volta di 80 Angry Journalists di András Földes e Anna Kis, sulle dimissioni di massa di oltre ottanta giornalisti da Index.hu, la più grande testata indipendente ungherese, e di Billion Dollar Babies, con il co-regista Marcel Ozan Riedel. Seguono l’anteprima nazionale di Killing Anna, che sarà presentato da Manisha Ganguly, Riccardo Pravettoni e Philip Di Salvo; sabato 26 The Weaker Sex. America Wages War Against Its Women, presentato dal regista Brice Lambert e dalla giornalista Claudia Torrisi; Ghost in the Machine di Valerie Veatch, che ricostruisce la storia rimossa dell’intelligenza artificiale come tecnologia plasmata da razzismo, eugenetica e rapporti di potere: la regista in collegamento conversa con Adam Becker e Philip Di Salvo; domenica 27 American Doctor, con la regista Poh Si Teng in collegamento e la executive editor di ARIJ Hoda Osman; Just Look Up, con le registe Emma Wall e Betsy Hershey in collegamento; R 21 aka Restoring Solidarity, proiezione introdotta da un panel con Marco Scotini, ideatore di Disobedience Archive, con la curatrice Fabiola Naldi.