Castelfranco Emilia

Un pasto a settimana nelle mense completamente vegetale

È risultata una sperimentazione inclusiva particolarmente gradita

Un pasto a settimana nelle mense completamente vegetale

Una sperimentazione inclusiva particolarmente gradita, che troverà seguito una volta a settimana: nella giornata di  martedi 14 aprile 2026, le mense scolastiche di Castelfranco Emilia hanno servito per la prima volta un menù interamente vegetale – senza alcun alimento di origine animale – a tutti gli alunni del territorio.

Un pasto a settimana nelle mense completamente vegetale

CASTELFRANCO EMILIA – Una giornata che dà attuazione concreta alla mozione “Menù Sano e Sostenibile”, approvata dal Consiglio Comunale con l’emendamento della maggioranza, e che segna l’avvio di un appuntamento destinato a ripetersi con cadenza settimanale nell’anno scolastico in corso. Dietro questa scelta c’è un percorso che ha coinvolto più soggetti. Tra questi la LAV, la Lega Anti Vivisezione, che aveva formalmente sostenuto, a livello nazionale, la richiesta di introdurre una giornata vegetale nelle mense pubbliche, portando all’attenzione dell’amministrazione dati e argomenti che hanno contribuito a costruire il consenso politico attorno alla proposta. Un’interlocuzione che il Comune ha scelto di non ignorare, riconoscendo nella LAV un interlocutore serio su un tema che incrocia salute, ambiente e diritti degli animali.

Quadro scientifico

Il quadro scientifico che sorregge questa decisione è solido. Secondo i dati della FAO e dell’IPCC, i sistemi alimentari globali contribuiscono a oltre il 34% delle emissioni globali di gas climalteranti, con gli allevamenti intensivi responsabili da soli del 14,5% del totale. In pianura Padana – territorio che conosce bene il problema della qualità dell’aria – le emissioni di ammoniaca legate alla gestione degli allevamenti sono tra i principali precursori del particolato fine. Una giornata settimanale a base vegetale nelle mense scolastiche si aggiunge a un percorso che Castelfranco Emilia porta avanti da quasi vent’anni con il progetto di comunità AlimentAzione, sviluppato in sinergia con l’AUSL. Comuni come Bergamo e Verona lo hanno già introdotto nel 2023; aziende come il Gruppo Barilla hanno dimostrato che spostare il baricentro proteico sul vegetale produce risparmi significativi in termini di emissioni e consumo di risorse idriche.