Cronaca
Lieto fine

Dimesso il bimbo della famiglia modenese che voleva sangue no vax per la sua operazione

La vicenda aveva conquistato le cronache nazionali le scorse settimane.

Dimesso il bimbo della famiglia modenese che voleva sangue no vax per la sua operazione
Cronaca Modena, 10 Marzo 2022 ore 10:04

Lieto fine per la vicenda che aveva conquistato le cornache nazionali, per una famiglia che pretendeva sangue no vax durante l'operazione del proprio piccolo.

I genitori volevano sangue no vax per l'operazione del figlio

MODENA - E' stato dimesso il bambino operato al Policlinico di Sant'Orsola per una grave cardiopatia congenita finito al centro di uno scontro legale tra l'ospedale e la famiglia, residente nel Modenese, che per sottoporre il piccolo all'intervento non voleva trasfusioni da sangue di persone non vaccinate contro il Covid.

Il piccolo, di soli 2 anni, aveva bisogno di un'operazione al cuore, ma la famiglia aveva stoppato  la procedura perché non voleva che per la trasfusione fosse utilizzato sangue di persone vaccinate contro il Covid.

Una pretesa che nasceva da una delle tesi più sostenute dalle frange più estreme dei negazionisti: attraverso le trasfusioni di sangue può essere trasmesso il vaccino anti-Covid dal donatore al ricevente. Una teoria che tuttavia non è supportata da nessuna evidenza scientifica.

Lo scontro con l'ospedale e la decisione del giudice

Si era dunque arrivati allo scontro vero e proprio con l'ospedale Sant'Orsola di Bologna e la vicenda era finita in Tribunale. In accordo con il centro trasfusionale felsineo, i medici dell'ospedale di Bologna, tuttavia, chiamando in causa l’osservanza dei protocolli di legge, si erano fermamente opposti al volere dei genitori. La famiglia del bambino si era dunque rivolta ad un tribunale.

Il bambino ora sta bene ed è tornato a casa con i suoi genitori, ai quali era stata sospesa solo temporaneamente la Patria Potestà per consentire l'intervento. Continuerà comunque ad essere seguito dal Centro. Il giudice tutelare di Modena aveva accolto il ricorso del policlinico, dicendo che il piccolo doveva essere operato e che c'era la garanzia di sicurezza nel sangue, qualunque fosse la provenienza.

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