L'indagine

Estorsioni e truffe ai danni di persone anziane. Sgominata Associazione a delinquere nelle vendite “porta a porta”. Ha colpito anche nel modenese

Con minacce e ritorsioni obbligavano persone pensionate con reddito minimo a pagare vendite "porta a porta" fino a settemila euro

Estorsioni e truffe ai danni di persone anziane. Sgominata Associazione a delinquere nelle vendite “porta a porta”. Ha colpito anche nel modenese

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno recentemente concluso le indagini nei confronti dei componenti dell’associazione a delinquere – radicata nel padovano ma attiva in numerose località del territorio nazionale – finalizzata a commettere, nel settore delle vendite “porta a porta”, una serie indefinita di estorsioni e truffe a donne anziane, consentendo alla locale Procura della Repubblica di chiedere il rinvio a giudizio dei sei soggetti ritenuti responsabili.

Estorsioni e truffe ai danni di persone anziane

MODENA – Il provvedimento fa seguito alle misure cautelari disposte dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di  Padova che aveva ordinato, nei confronti dei capi e dei promotori dell’organizzazione delinquenziale, cinque misure cautelari personali (di cui una in carcere e due degli arresti domiciliari) e il sequestro preventivo del profitto del reato per 2,5 milioni di euro.

Quadro indiziario

Proprio nel corso dell’esecuzione, nel gennaio 2026, delle misure cautelari e dei contestuali provvedimenti di equestro e perquisizione e alla luce dell’esame delle prove digitali e documentali cautelate e di ulteriori testimonianze acquisite da altre vittime, era stato possibile consolidare un rilevante quadro indiziario, consentendo così di confermare le originarie ipotesi di reato.

Beni di lusso

Il quadro accusatorio è stato confermato nel corso delle diverse istanze di riesame presentate ai Tribunali di Venezia e Padova da parte degli indagati, nei cui confronti sono stati sequestrati beni di lusso quali orologi, gioielli, capi d’abbigliamento e accessori, nonché disponibilità finanziarie e altri beni mobili e immobili.

Incongruenze

Le indagini avevano avuto origine dall’ordinario controllo economico del territorio, durante il quale era stato osservato, per diversi mesi, come alcuni soggetti padovani frequentassero abitualmente locali esclusivi della movida padovana a bordo di auto di lusso. Gli accertamenti eseguiti sul loro conto avevano sin da subito fatto emergere evidenti incongruenze tra quanto dichiarato all’Amministrazione Finanziaria e il tenore di vita, nonché anomalie nella clientela della società da loro amministrata, composta integralmente da donne ultrasessantenni.

Testimonianze

Le testimonianze raccolte da alcune di esse, sfociate anche in denunce, avevano delineato il modo d’agire degli indagati che, sulla scorta di elenchi nominativi comprati da altre società operanti nel medesimo settore, quasi quotidianamente, avvalendosi di una rete di agenti di vendita, battevano, in modalità “porta a porta” specifiche aree territoriali, già consapevoli di trovare, in alcune abitazioni, anziani, casalinghe, pensionati e persone “sole”.

Obbligate

Con grande abilità di persuasione riuscivano ad accedere alle abitazioni private e, qui, rendevano edotte le vittime che, in virtù di un pregresso contratto di acquisto stipulato anni prima anche con altre imprese di vendite a domicilio, erano obbligate ad acquistare articoli casalinghi, come ferri da stiro, set di pentole, materassi, topper,  cuscini, lenzuola, poltrone reclinabili, dispositivi elettromedicali di magnetoterapia, tutti prodotti presentati come di ottima qualità, ma in realtà di scarso valore.

Acquisti fino a settemila euro

L’acquisto dei casalinghi, ad un prezzo compreso tra 5.000 e 7.000 euro, tenendo conto che molte anziane vivevano in difficili condizioni economiche e, in numerosi casi, solo con la pensione minima, doveva prevalentemente avvenire con l’accensione di un finanziamento presso primarie società di credito al consumo.

Vie legali

In alcuni casi, i venditori porta a porta, diversi di loro già gravati da precedenti, si sono ripresentati a distanza di alcuni mesi a casa delle vittime più vulnerabili e più facili da convincere, costringendole ad ordinare ulteriori articoli per la casa e rimodulare il finanziamento già attivato in precedenza che aumentava cosi nell’importo delle rate e nella durata. In caso di rifiuto o resistenze da parte delle anziane, gli indagati minacciavano di adire le vie legali, sostenendo che il contratto di acquisto sottoscritto negli anni precedenti comportava, a loro avviso, ancora l’obbligo di ulteriori acquisti: da qui la contestata condotta di estorsione

Varie province

Più di 1200 sono risultate le vittime residenti non solo a Padova, ma anche in altre province, tra cui, principalmente, Alessandria, Ancona, Arezzo, Asti, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Firenze, Forlì Cesena, Genova, Gorizia, Grosseto, Lecco, Lodi, Lucca, Macerata, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Novara, Parma, Pavia, Perugia, Pesaro-Urbino, Piacenza, Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Rovigo, Savona, Siena, Sondrio, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Vercelli, Verona, Vicenza.

Guadagni  fino all’80 per cento

I profitti delle condotte criminali, derivanti da ricarichi fino all’800% sui prodotti venduti e dalle provvigioni riconosciute dalle società di finanziamento per ogni singola concessione di credito al consumo, avevano consentito ai principali indagati del sodalizio di condurre uno stile di vita sfarzoso con vacanze da sogno, frequentazione di raffinati ristoranti, acquisti di abbigliamento ed accessori presso le più famose maison di alta moda, noleggio di autovetture di lusso quali Ferrari, Lamborghini, Bentley e Porsche.

Spregiudicato sodalizio

La complessa indagine della Guardia di Finanza di Padova, svolta sotto la direzione e il coordinamento della locale Procura della Repubblica, ha permesso di bloccare l’operato di uno spregiudicato sodalizio criminale, a tutela delle fasce deboli della popolazione e a contrasto delle condotte di estorsione, truffa e riciclaggio dei proventi illeciti, reati di cui ora dovranno rispondere i responsabili.

Si evidenzia che gli imputati devono presumersi non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.