Modena

Fatture false e autoriciclaggio: 12 indagati e sequestrati 8 milioni di euro

La G.di F. di Modena ha eseguito una ordinanza di applicazione della misura interdittiva del divieto di esercitare uffici direttivi e sequestrato 8 milioni di euro, nei confronti di 12 indagati e 9 società

Fatture false e autoriciclaggio: 12 indagati e sequestrati 8 milioni di euro

Il 25 febbraio 2026, militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Modena hanno eseguito l’ordinanza di applicazione della misura interdittiva, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica, del divieto di esercitare uffici direttivi di persone giuridiche e imprese nei confronti dei due principali indagati, nonché della misura cautelare reale del sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, anche per equivalente, di disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili, per un importo complessivo di oltre 8 milioni di euro, nei confronti di 12 indagati, per i reati di associazione per delinquere finalizzata all’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, malversazione di erogazioni pubbliche e autoriciclaggio.

Fatture false e autoriciclaggio: 12 indagati

MODENA – Le indagini svolte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Modena, hanno avuto origine dall’approfondimento di segnalazioni per operazioni sospette ai fini antiriciclaggio e hanno permesso di accertare l’esistenza di una strutturata e complessa associazione per delinquere, operante tra le province di Modena, Parma, Napoli e Caserta, finalizzata alla commissione di reati tributari, attraverso un sistema fraudolento basato su contratti d’appalto fittizi.

Una S.r.l “hub”

L’associazione, che vede quali promotori e organizzatori i due destinatari della misura interdittiva, avvalendosi della collaborazione di un professionista contabile di fiducia, ha dato vita a uno schema fraudolento, caratterizzato dalla creazione di una S.r.l. “hub”, in capo alla quale è stata incentrata l’intera gestione dell’effettivo ciclo produttivo, operante nel settore della lavorazione delle carni presso gli stabilimenti siti in provincia di Parma e Modena, e di otto società “cartiere”, create ad hoc e dislocate formalmente tra le province di Modena, Parma, Napoli e Caserta, le quali, nel corso degli anni, hanno somministrato di fatto, mediante l’utilizzo illecito dei contratti d’appalto, la manodopera alla S.r.l. emiliana.

Società cartiere

Questo schema di frode ha consentito alla suddetta società di ottenere enormi vantaggi in termini di risparmio dei costi del personale, facendoli gravare sulle citate società cartiere, che a loro volta sono risultate inadempienti agli obblighi tributari, previdenziali e contributivi. In aggiunta, la S.r.l. ha portato in detrazione indebitamente l’IVA afferente alle fatture relative alle prestazioni di manodopera e facchinaggio emesse dalle società cartiere.

Fondo di Garanzia

Inoltre, dalle indagini è emerso come la società emiliana abbia beneficiato di finanziamenti assistiti dal Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese, ai sensi dei decreti emanati per l’emergenza COVID-19, per un importo complessivo di quasi 1,6 milioni di euro, destinandoli al pagamento delle citate fatture false.

Una unità immobiliare

Sulla scorta del provvedimento cautelare reale emesso dal G.I.P. del Tribunale di Modena su richiesta di questa Procura della Repubblica, sono state sequestrate disponibilità finanziarie per circa 100.000 euro, una unità immobiliare ubicata a Sassuolo , quote societarie e 3 autovetture per un ammontare complessivo quantificato in circa 1 milione di euro.

Si rammenta che gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.