Appennino

Pesca in montagna: elevate due sanzioni

Complessivamente sono stati effettuati oltre 40 controlli

Pesca in montagna: elevate due sanzioni

Nel weekend di apertura della stagione di pesca, la polizia provinciale di Modena ha effettuato oltre 40 controlli per il rispetto delle norme sulla pesca sportiva nei corsi d’acqua di montagna che si è aperta domenica 29 marzo 2026 e che si concluderà in ottobre, elevando due sanzioni, una per mancato possesso del tesserino dei salmonidi da 160 euro e l’altra per utilizzo di ardiglione da 100 euro.

Pesca in montagna: elevate due sanzioni

APPENNINO – In particolare i controlli, che hanno coinvolto agenti e personale volontario, si sono concentrati nella zona della diga di Riolunato, Pievepelago, il ponte di Olina, Fanano e tutta la zona del torrente Leo, Ospitale, Fellicarolo e in generale tutto l’appennino.

Per ogni informazione

Le date, le regole, le attrezzature ammesse, la classificazione delle acque, i periodi e gli orari di pesca sono fissate nel calendario ittico, approvato dalla Regione, e disponibile sul sito: https://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/pesca/temi/pesca-sportiva-professionale-acque-interne/calendari-ittici

Tassa regionale

In particolare si ricorda che che la licenza di pesca è stata sostituita dal versamento della tassa regionale e che la quota non è richiesta ai minori di 12 anni, se accompagnati da un adulto munito di regolare titolo, ai cittadini che abbiano compiuto il 65esimo anno di età, ai soggetti portatori di disabilità ai sensi della Legge n. 104/1992 e agli stranieri che partecipano a competizioni sportive. Resta invece obbligatorio il possesso del tesserino per l’annotazione del pescato, con limite massimo di cinque capi giornalieri.

Programma ittico regionale

Sul sito istituzionale della Regione Emilia-Romagna, alla sezione Agricoltura, caccia e pesca, è disponibile il Programma Ittico Regionale con tutte le disposizioni aggiornate, tra cui si ricordano i principali divieti che sono l’utilizzo di ami con ardiglione, la pasturazione con sangue o sostanze contenenti sangue, l’utilizzo di esche a base di pesci vivi o morti, salvo pesce non vivo porzionato ove consentito, l’uso di reti o attrezzi diversi dalla canna da pesca o dalla lenza a mano.

Alcuni metodi vietati

Inoltre è vietata la pesca a meno di 40 metri da passaggi per la risalita dei pesci, griglie, opere idrauliche, dighe, cascate e sbarramenti, l’utilizzo di lenze a strappo e il divieto di pesca nelle zone di ripopolamento e frega, nelle zone di protezione integrale, nelle zone di protezione delle specie ittiche e nelle zone a regime speciale di pesca, secondo tempi e modalità stabiliti dai relativi atti istitutivi.