Nella serata del 26 giugno 2026, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sassuolo sono intervenuti presso una sala scommesse di Sassuolo, dove, pochi istanti prima, un uomo armato di coltello aveva tentato di impossessarsi dell’incasso dell’esercizio commerciale.
Punta un coltello alla gola
SASSUOLO – Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, un 52enne, dopo avere fatto ingresso nella sala giochi fingendosi un normale cliente ed aver atteso il momento favorevole per sorprendere alle spalle l’addetto alla vigilanza, gli ha puntato un coltello dapprima alla schiena e successivamente alla gola, costringendolo a raggiungere la stanza ove era custodito il denaro contante. Nel contempo l’uomo ha intimato alla dipendente addetta alla cassa di aprire la porta del locale adibito a cassaforte, minacciando di uccidere il di lei collega qualora non avesse eseguito quanto chiesto.
Sistema di allarme
La dipendente riusciva tuttavia ad azionare il sistema di allarme antirapina senza aprire la porta, mentre l’addetto alla vigilanza reagiva con prontezza, riuscendo ad afferrare il braccio armato dell’aggressore e ad allontanare il coltello dal proprio collo. La reazione delle persone offese ha indotto il rapinatore a darsi alla fuga, senza che lo stesso riuscisse ad impossessarsi del denaro.
Attività investigativa
L’attività investigativa svolta dai Carabinieri di Sassuolo ha consentito di individuare rapidamente il presunto autore della tentata rapina e, nella mattinata del 27 giugno, di eseguire nei suoi confronti un fermo di indiziato di delitto ex art. 384 co. 3 cpp. L’uomo è stato rintracciato all’interno del proprio camper, parcheggiato in un’area di sosta libera nei pressi dei laghetti “Curiel” di Campogalliano.
Custodia in carcere
Il 30 giugno 2026 il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Modena, all’esito della udienza, ha convalidato il fermo, ed ha applicato la misura cautelare della custodia in carcere come richiesta da questa Procura.
Si rammenta che la persona sottoposta ad indagini deve considerarsi presunta innocente fino a sentenza irrevocabile di condanna.