In concomitanza con le elezioni di metà mandato (midterm), l’ufficio studi Lapam Confartigianato ha indagato come il commercio internazionale rappresenti uno dei terreni su cui misurare gli effetti della politica economica americana.
Midterm in Usa, analisi Lapam Confartigianato sull’export: Modena è quarta in Italia
MODENA – Per il Made in Italy, un primo bilancio nel periodo di applicazione dei dazi evidenzia una sofferenza delle esportazioni modenesi, conseguenza delle barriere tariffarie e dell’indebolimento del dollaro. A livello globale, però, l’Italia cresce e fa meglio dei principali partner europei: nei primi otto mesi del 2026 le esportazioni italiane negli Stati Uniti crescono del 3,7%, a fronte del +3,2% della Spagna, del +0,9% della Germania e del calo dell’1,4% della Francia. A questo risultato contribuisce anche Modena che risulta essere la quarta tra le province italiane per maggior export: le esportazioni verso gli USA valgono per l’area modenese 2,9 miliardi di euro (dato annualizzato a giugno 2026), pari al 16% del totale export provinciale.
Più della metà sono autoveicoli
L’analisi settoriale evidenzia una crescita dell’8,3% per i macchinari da quando sono stati introdotti i dazi a metà 2025, tuttavia gli autoveicoli, che in valore rappresentano più della metà delle esportazioni modenesi in USA (precisamente il 57,2%), flettono del 3%. In calo anche la moda (-6%) e l’alimentare (-7,2%). In generale si conferma una maggiore debolezza nelle filiere dove sono più presenti le micro e piccole imprese.
Piccole e medie imprese
«La crescita dell’export non coinvolge tutti i settori allo stesso modo e le maggiori difficoltà si concentrano proprio nelle filiere in cui è più elevata la presenza di micro e piccole imprese – commenta Daniele Mazzini, presidente Lapam Confartigianato –. Il Made in Italy è ciò che ci caratterizza nel mondo: è quindi fondamentale monitorare l’evoluzione delle politiche commerciali americane e sostenere le aziende, soprattutto quelle di minori dimensioni, nella diversificazione dei mercati e nel rafforzamento della propria competitività. La difficoltà è un segnale delle sempre maggiori incertezze che caratterizzano il commercio internazionale».