Cronaca
denunce ignorate

Madre e figlia uccise nel modenese: la donna aveva denunciato invano il marito più volte

Non sono servite le richieste di aiuto alla legge, che voleva archiviare il caso per semplice violenza verbale.

Madre e figlia uccise nel modenese: la donna aveva denunciato invano il marito più volte
Cronaca Carpi e Bassa, 15 Giugno 2022 ore 11:19

MODENA - Gabriela Trandafir, uccisa a Cavazzona di Castelfranco Emilia insieme alla figlia Renata dal marito Salvatore Montefusco, aveva denunciato tre volte il coniuge. La prima denuncia per maltrattamenti risale a luglio 2021, con un'integrazione ad agosto e un'altra denuncia presentata a dicembre.

Aveva denunciato il marito 3 volte, la Procura voleva archiviare il caso

E' di quel periodo anche la richiesta di archiviazione della Procura di Modena secondo cui le condotte, seppur nel contesto di una situazione familiare difficile, sarebbero rimaste sul piano verbale. "Nell'opposizione abbiamo evidenziato che c'erano stati atteggiamenti ben più concreti", spiega l'avvocato Annalisa Tironi, che assiste la vittima.

Donne che non vengono credute

Anche il centro antiviolenza dell'Emilia Romagna si è espressa in modo fermo in difesa della donna: "Purtroppo, le donne che denunciano violenza spesso non vengono credute, perché scontano quel retaggio di pensiero vetusto per il quale mentirebbero. Le donne non mentono. Lo dimostra la lunga scia di sangue, ininterrotta; il sangue delle donne uccise, da mariti, ex mariti, conviventi, ex conviventi. Una donna uccisa ogni settantadue ore, in media. Ci chiediamo anche quante umiliazioni, quante rinunce, quanta prepotenza abbiano dovuto subire, prima di questo intollerabile epilogo. Anche di ciò ci doliamo".

Montefusco ha confessato: ha ucciso le due donne e poi è andato al bar

Montefusco, 69 anni ha confessato il duplice omicidio davanti ai carabinieri di Castelfranco Emilia. Sette o otto colpi esplosi con un fucile a canne mozze: la prima a essere ammazzata è stata Renata Alexandra, 22 anni, finita nel cortile di casa, poi la consorte 47enne da cui era in procinto di separarsi, Gabriela Trandafir, raggiunta dalla raffica di pallottole nonostante si fosse nascosta in casa.

Poi, alla vista del figlio 17enne, "non so cosa mi ha fermato", ha detto l'uomo, imprenditore edile. Dopo essersi procurato una ferita al volto, si è allontanato da casa, tanto che i militari avevano pensato a una fuga, per recarsi invece in un bar.

"L'ho visto entrare sporco di sangue - ha detto la barista - mi ha chiesto di chiamare i carabinieri se no avrebbe ammazzato tutti". Montefusco è così uscito e si è costituito in caserma.

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