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Alice Neri, i giudici: "Gaaloul ultima persona ad averla vista viva". Probabile il movente sessuale

Per il Tribunale del Riesame, dunque, è stato lui a dare fuoco alla vettura con la donna dentro

Alice Neri, i giudici: "Gaaloul ultima persona ad averla vista viva". Probabile il movente sessuale
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Continuano le indagini sull'omicidio di Alice Neri, trovata carbonizzata nel baule della propria auto a Fossa di Concordia lo scorso novembre. Il principale indagato resta Mohamed Gaaloul: il Tribunale del Riesame ha infatti respinto la richiesta di scarcerazione in quanto ultima persona ad aver visto Alice viva.

Alice Neri, il movente sessuale

MODENA - Nello spazio di tempo in cui si ritiene che Alice Neri sia rimasta appartata con Mohamed Gaaloul, tra le 4 e le 5 del mattino, può essere accaduto di tutto: una lite, una colluttazione sfociata nell'omicidio e "si può ipotizzare anche un movente sessuale", con una violenza o un tentativo di aggressione.

Lo scrive il tribunale della Libertà di Bologna, nell'ordinanza di rigetto del ricorso del tunisino 29enne, arrestato in Francia a dicembre e indagato da Procura e carabinieri di Modena per omicidio e distruzione di cadavere.

Gaaloul ultima persona ad averla vista viva

In ogni caso, sottolineano i giudici, l'attuale assenza di certezza di movente "non appare qui elemento idoneo a scalfire il robusto quadro indiziario esistente a carico dell'indagato".

Gaaloul, ricostruisce il tribunale, è l'ultima persona che ha trascorso del tempo con Alice, salendo in auto con lei all'uscita del bar dove la donna aveva passato la serata con un collega ed "è colui che, infine, ha dato fuoco alla vettura col corpo della ragazza".

Lo confermano i testimoni

Importante, in tal senso, è la testimonianza dell'amico raggiunto dall'indagato la mattina, che ha detto di averlo visto senza giubbotto e con gli abiti sporchi di olio, presumibilmente il combustibile del rogo. Proprio l'amico e altri due connazionali che vivono con lui sono stati sentiti sul punto in incidente probatorio.

I dubbi sull'assunzione di droghe

Per i giudici, inoltre, non ci sono prove che Alice sia morta per un mix di stupefacenti, come ipotizzato dalla difesa, avvocato Roberto Ghini: "Non può dirsi dimostrato - dice il tribunale - che quella mattina avesse assunto cocaina".

Infine, "non è dato comprendere come si possa sostenere che l'indagato non sia fuggito", dal momento che si è sottratto a due tentativi di cattura all'estero.

Rispetto per Alice

Per l'avvocato Cosimo Zaccaria, difensore dei familiari di Alice, emerge una "situazione di gravissima gravità indiziaria, resa ancora più evidente dagli esiti confermativi dell'incidente probatorio".

Il tribunale del Riesame, sottolinea, "ha voluto rimarcare l'assenza di uso di stupefacenti da parte di Alice, circostanza questa che impone maggior rispetto alla sua memoria".

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