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Svolta sull'omicidio Alice Neri: il dna sulla tanica di olio esausto è di Mohamed Gaaloul

Lo stesso dna è stato rinvenuto con quello di Alice anche su una sigaretta elettronica

Svolta sull'omicidio Alice Neri: il dna sulla tanica di olio esausto è di Mohamed Gaaloul
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Dopo un periodo di silenzio arrivano nuove notizie sull'omicidio di Alice Neri, trovata carbonizzata nella sua auto a Fossa di Concordia lo scorso novembre. Dalle analisi sembra che il dna sulla tanica dell'olio esausto utilizzato per l'incendio riporti il dna di Mohamed Gaaloul.

Il dna sulla tanica di olio esausto è di Mohamed Gaaloul

MODENA - Si è probabilmente vicini alla svolta sull'omicidio di Alice Neri. Gli esami effettuati sulla tanica di olio esausto recuperata dalla scena del delitto hanno svelato tracce di dna che apparterrebbe a Gaaloul, principale sospettato, già in carcere con l'accusa di omicidio e distruzione di cadavere. 

L'esame è stato effettuato ben tre volte, dando sempre lo stesso risultato, ed è molto difficile che presenti margini di errore.

Stesse tracce anche su una sigaretta elettronica

La tanica era stata ritrovata nei pressi di una roulotte utilizzata come ripostiglio a pochi metri dal luogo del delitto, un luogo che secondo l'accusa Gaaloul conosceva bene.

Ma ad incastrarlo ulteriormente, ci sarebbero anche le tracce del suo dna misto a quello di Alice, trovate su una sigaretta elettronica presente tra i reperti recuperati. Ciò fa pensare che i due siano arrivati insieme sul luogo del delitto.

Gli indizi che emergono dal borsello

Gaaloul ha sempre affermato di aver visto Alice quella sera e di averle chiesto semplicemente un passaggio per tornare a casa. Ma tracce di dna di Alice sono state rinvenute anche nella parte interna della tracolla del borsello di Gaaloul e in un altro punto interno, aspetto che fa pensare a un contatto molto stretto tra i due, forse una colluttazione. 

E ancora, nel borsello dell'uomo sono state rinvenute tracce di cocaina, la stessa sostanza assunta da Alice, secondo quanto riportato dai risultati degli esami tossicologici effettuati sui resti della donna, mentre hanno dato esito negativo quelli effettuati successivamente sui capelli presi da una spazzola a casa della vittima.

Isolati altri due dna

Anche sul frammento di reggiseno della donna sono state identificate tracce di dna, di due soggetti diversi: uno apparterrebbe ad un carabiniere, mentre il secondo resta ancora sconosciuto.

Ulteriori tracce sono state rinvenute anche su un frammento di fazzoletto, e sembrano appartenere invece ad un agricoltore della zona.

Sollevata la polemica

Nel frattempo non sono mancate le polemiche da parte della difesa di Gaaloul:

"È davvero spiacevole che siano state comunicate notizie assolutamente premature su una verifica che è ancora in corso «Ci sono numerosi elementi che sono in corso di valutazione e - prima di tutto - quanto del dna rivenuto sia sovrapponibile con quello del mio assistito: le tracce infatti sono molto degradate. Sono probabilmente miste e dunque riferibili a soggetti diversi e questo cambia radicalmente gli esiti dell’esame. Credo che in una vicenda così grave la comunicazione di notizie affrettate e non circostanziate altro non faccia che alzare una cortina di fumo. Chiediamoci anche di chi possa essere il secondo dna sul reggiseno della signora Alice Neri. Un profilo che è ignoto e non è riferibile a nessun indagato. Chiediamoci se la signora Alice Neri non possa avere incontrato un quel luogo (dove è sicuramente giunta ancora in vita) qualcun altro". 

La difesa: "chiedete scusa ad Alice"

L'avvocato della famiglia Neri commenta così queste ultime notizie:

"Si prende atto della diffusione dei dati dei periti del giudice ad opera degli organi di stampa. Effettivamente i periti del giudice, con più analisi, hanno rilevato tracce di dna riconducibili con elevata compatibilità al signor Galoul. Tracce trovate sul manico di una tanica contenere olio esausto, lasciata sul posto in cui è stata bruciata Alice. Elemento, questo, schiacciante. Del tutto priva di fondamento la notizia - irrispettosa per Alice - di tre tracce di dna di tre uomini diversi sul suo reggiseno. In realtà vi erano due tracce di uomini, uno dei quali degli investigatori che hanno repertato il pezzo, appunto, l’altro forse riconducibile ad altro uomo. Anche in questo caso si è assistito ad una vittimizzazione secondaria di Alice, uccisa prima in modo barbaro, poi trafitta con le parole, oltretutto non rispondenti al vero. Qualcuno le deve delle scuse". 

Le indagini sull'identità del terzo uomo

Fondamentale sarà, dunque, capire a chi appartiene il secondo dna isolato sul reggiseno di Alice. Come ha scritto il Resto del Carlino il giudice per le indagini preliminari Andrea Scarpa ha esteso gli esami al collega della vittima che ha raccontato di aver avuto con lei una relazione, ma anche ad alcuni carabinieri presenti al momento del sopralluogo.

Il collega di Alice e la loro relazione

Il collega della donna non è mai stato iscritto al registro degli indagati, ma ha raccontato di aver avuto un rapporto con Alice proprio il giorno prima dell'omicidio, il 16 novembre 2022. Per questo motivo la Procura ha richiesto accertamenti e comparazioni tra il dna dell'uomo e quello rinvenuto sulla spallina.

Va ricordato inoltre che gli indumenti del terzo uomo, ovvero le tute da lavoro, erano state sottoposte a sequestro e ad accertamenti, dal momento che l'uomo aveva restituito all'azienda più tute sporche di erba e terriccio. Le stesse sono state poi riportate all'azienda e distrutte.

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